Viterbo – Finirono al pronto soccorso e poi in tribunale per una violenta lite di condominio, con tanto di pistola.
Imputati, un poliziotto e il suo vicino di casa, un trentenne albanese. Sul primo pende l’accusa di lesioni per aver picchiato il vicino di casa.
Il secondo, invece, risponde di minaccia aggravata per aver sfilato la pistola d’ordinanza al poliziotto, per poi colpirlo col calcio dell’arma, insultarlo e scappare con la pistola in pugno.
Succedeva il primo giugno 2012 a Vetralla. Era mattina presto. Per bloccare il trentenne albanese intervenne la squadra mobile di Fabio Zampaglione.
Davanti al giudice Silvia Mattei, ieri, sono stati ascoltati i primi due testimoni. Due passanti: un uomo, che vide il trentenne albanese correre con la pistola in mano, gridare aiuto e accasciarsi a terra davanti a lui, che gli tolse l’arma; un’altra era una signora che portava la nipotina a prendere il pullman e che assistette alla scena dell’uomo che correva, impugnando la pistola.
Per la difesa del trentenne – avvocato Paolo Delle Monache – l’uomo ha disarmato il poliziotto per paura che l’arma fosse usata contro di lui.
A maggio parleranno altri cinque testimoni.
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