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Viterbo - Commissione ministeriale a lavoro per inasprire le sanzioni - I lavori illustrati dal pm Aldo Natalini

“Reati agroalimentari, tolleranza zero”

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Il sostituto procuratore Aldo Natalini

Il sostituto procuratore Aldo Natalini

L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

Mirko Bandiera

Mirko Bandiera

Cristiano Cupelli

Cristiano Cupelli

Cesare Placanica

Cesare Placanica

Amedeo De Franceschi - Primo dirigente del corpo forestale

Amedeo De Franceschi – Primo dirigente del corpo forestale

Il sostituto procuratore Aldo Natalini

Il sostituto procuratore Aldo Natalini

Viterbo – (r.s.) – “Reati agroalimentari, pene fino a sette anni”.

E’ iniziata l’era della tolleranza zero in campo agroalimentare. Commissione ministeriale a lavoro per inasprire norme e sanzioni nei confronti di chi produce o vende prodotti fuorilegge.

Se ne è parlato, ieri pomeriggio, nella tavola rotonda “I reati in materia agroalimentare: prospettive di riforma”, organizzata nell’aula della Corte d’Assise del tribunale di Viterbo.

A prenderne parte Amedeo De Franceschi, primo dirigente del corpo forestale; Cesare Placanica, vicepresidente della camera penale di Roma; Cristiano Cupelli dell’università di Tor Vergata e il sostituto procuratore Aldo Natalini. Tutti membri della commissione presieduta dall’ex procuratore di Torino, Giancarlo Caselli.

Con loro anche il presidente della Camera penale di Viterbo Mirko Bandiera e l’avvocato Remigio Sicilia. Un’occasione per illustrare le linee guida che la commissione ministeriale intende tracciare.

I reati agroalimentari sono un fenomeno sempre più diffuso in Italia. Frodi che minano le eccellenze del made in Italy nel settore enogastronomico e che favoriscono le infiltrazioni criminali in questo settore economico. E’ quanto emerso dalla tavola rotonda di ieri sera.

Tra i relatori anche Aldo Natalini, sostituto procuratore al tribunale di Siena. Natalini è anche titolare di scottanti inchieste agroalimentari: dalla cosiddetta Brunellopoli, sulle contraffazioni del vino Brunello di Montalcino, a quelle sull’olio extravergine.

“Le frodi ci sono dalla notte dei tempi”, esordisce il sostituto procuratore. Natalini parte da Archimede, che scoprì la frode di un orefice, per spiegare l’operato della commissione. Poi snocciola una serie di proposte per arginare le cosiddette frodi seriali.

“In Italia – dice Natalini – ci sono leggi vecchie, per realtà che non esistono quasi più. Su queste si continua a punire chi commette reati agroalimentari, anche se spesso hanno poco o nulla a che vedere con queste leggi.

C’è – spiega – o la frode in commercio, che prevede sanzioni economiche di poche migliaia di euro, o il reato d’associazione per delinquere, che invece prevede la reclusione. In mezzo il nulla”.

La commissione ministeriale sta così lavorando per trovare una soluzione. Al vaglio una serie di leggi già esistenti che possano fare da modello.

“Stiamo studiando dei reati dai quali poter prendere spunto per punire chi, in maniera sistematica, commette frodi in campo agroalimentare”, fa sapere Natalini.

Due le proposte indicate dalla commissione. “La prima prevede pene da due a cinque anni di reclusione, l’altra più severa da tre a sette anni. La commissione sta cercando di arrivare a un accordo anche se – ammette – non mancano le divisioni”.


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27 novembre, 2015

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