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Politica - Viterbo - Giulio Marini chiede di dare un'identità precisa a Forza Italia e ribadisce di non essere interessato alle poltrone

“Non sto in un partito che fiancheggia il centrosinistra”

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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – (p.p.) – “In un partito che fiancheggia la politica del centrosinistra non ci sto. Il partito deve avere un’identità”.

Ed ecco perché Giulio Marini caldeggia i congressi di Forza Italia. Nessuna ambizione a ricoprire incarichi. Ma a stare zitto quando in un partito in cui c’è chi da una parte contrasta il centrosinistra e chi dall’altra lo fiancheggia, non ce la fa. Altro che poltrone, Marini chiede una linea politica chiara.

“Ho dato una linea di indirizzo politico – dice Marini -: ho parlato, infatti, di riduzione delle tasse, del problema dell’immigrazione, che costa al paese miliardi di euro, e ancora di ciò che si deve fare per dare occupazione e speranza ai giovani. Sono intervenuto sull’innalzamento delle pensioni minime sociali e l’abolizione dei privilegi. Temi concreti che non hanno nulla a che fare con la scelta delle persone che, a me, oltretutto non interessa”.

Per Marini, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. “Voglio dare corpo al mio partito per far sì che si ristrutturi. Ecco perché ho tirato in ballo i congressi, perché possono servire a individuare una strategia. Il centrosinistra, da Monti in poi, che per un periodo è stato pure sostenuto dal Pdl, ha distrutto l’Italia chiedendo al paese grandi sacrifici e lo ha inchiodato”.

Marini tiene a ribadire che non ha nulla da chiedere. “Non voglio niente, ma solo coinvolgere i cittadini in una politica che sia alternativa a quella del centrosinistra. Non serve uno scienziato per capirlo. La gente, però, spesso si lascia affascinare dai titoli dei giornali senza leggere quello che si dice. E’ grave che un politico agisca in questo modo. Ho detto più volte che non mi interessa nulla delle poltrone, ho avuto tanto, ma se devo stare in un partito, non voglio farlo in maniera passiva, fiancheggiando la politica del centrosinistra”.

Il 5 dicembre Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo, sarà a Viterbo per incontrare i simpatizzanti di Forza Italia alle 18,30 nella sala della Provincia. “Né io né il capogruppo Ubertini siamo stati ancora invitati, quando e se sarà, decideremo che fare. Sono scelte che comunque non condivido, nel senso che preferisco che il mio partito sia deciso a seguire una linea senza contaminarsi. Non ho nessuna ambizione a ricoprire ruoli, quello che voglio è solo promuovere un’azione politica che sia distante da quella che fiancheggia il centrosinistra. Il mio partito deve avere una chiara identità politica”.

Infine sui congressi. “C’è il comitato di presidenza che ha deliberato di farli e sono previsti dallo statuto. Nelle mie esternazioni politiche non ho detto o chiesto più di quello che già sta facendo lo schieramento. Molto probabilmente, sono gli altri che, non avendo una chiara visione di queste dinamiche, non si rendono conto di essere più impostati su un’azione personale che collettiva. Certe critiche mosse nei miei confronti sono solo un pretesto.

Il gruppo comunale di Forza Italia ci mette la faccia, per portare avanti una politica per la città. Siamo stati invitati a qualche riunione, ma a palazzo dei Priori, per esempio, non è mai venuto nessuno e in generale le iniziative sono fatte sotto banco. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ne prendo atto. Non difendo la mia posizione – conclude Marini – ma scelgo di stare in un partito con una linea politica chiara”.


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30 novembre, 2015

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