Viterbo – (p.p.) – “Perché ancora non abbiamo firmato la convenzione?”.
Un interrogativo a cui il maestro Stefano Vignati, direttore artistico del Tuscia operafestival, non riesce a dare una risposta.
Il comune impiega 95mila euro nelle manifestazioni ricorrenti, con le quali aveva stipulato convenzioni triennali e, per il 2015, conferma le somme dello scorso anno.
Investiti 95mila euro tra Caffeina, San Pellegrino in fiore, Tuscia Film Fest, Medioera e Quartieri dell’arte. Nulla per il Tuscia operafestival. Vignati non se lo spiega.
Non si spiega l’esclusione della manifestazione che organizza da quasi dieci anni e che ha portato a Viterbo ospiti e spettacoli di prestigio. Ma che ha anche esportato il nome del capoluogo oltreoceano. Per lui, così, con un colpo di spugna, tutto è stato cancellato.
“Perché – dice Vignati – il Tuscia operafestival non ha la convenzione, visto che, all’inizio, venne annunciato in conferenza stampa che noi e Caffeina saremmo stati i primi a beneficiarne. Mi è stato sempre promesso di sottoscriverla, ma a oggi, sono io che chiedo al Comune perché non è così e come è possibile che la manifestazione sia stata cancellata.
Sono due anni che la firma slitta per un motivo o per l’altro: lo scorso anno ho ottenuto i finanziamenti, vincendo un bando che metteva a disposizione 35mila euro. Ora si decide di finanziare solo chi ha la convenzione e noi rimaniamo fuori. Vorrei capire, in termini di diritti acquisiti, visto che si parla di manifestazioni ricorrenti di un certo peso, per quale motivo, noi ancora non siamo inseriti e anzi esclusi dalla lista”.
Altra “nota dolente”, i finanziamenti presi dalla tassa di soggiorno. “Mi sembra paradossale, per non dire una beffa che, a fronte di due milioni di fondi americani e 500mila euro spesi per alloggi e ristoranti, fatture alla mano, per chi viene al festival, compresi gli 80 cinesi e americani dell’ultima edizione, l’amministrazione usi la tassa di soggiorno per pagare i contributi per la cultura. Senza prenderci in considerazione. Hanno cancellato una manifestazione e la gente che in quel festival ci dedica la vita”.
Vignati vuole lasciare uno spiraglio. “Seppur con l’amaro in bocca, voglio pensare che questa sia stata una “svista” e che, in fase di approvazione dell’assestamento di bilancio, ci sia un cambio di direzione. Domani, poi, mi aspetto di firmare la convenzione. Un gesto che va al di là del semplice aspetto economico, ma che è il riconoscimento a un lavoro fatto in questi anni e una questione di dignità. Non ci possono escludere come se non avessimo fatto nulla.
Ero il primo a dover firmare la convenzione, perché questo è il mio lavoro, la musica è il mio mestiere. Me lo aspetto, dunque, prima di arrivare ad approfondire, in altre sedi, il discorso e le modalità con cui è stata fatta, sia a livello amministrativo che politico”.
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