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Sport - Basket - Stella azzurra - Intervista a Riccardo Rovere, che contro l'Empolese ha firmato il successo a nove secondi dalla sirena finale

Quando una tripla vale una vittoria…

di Samuele Sansonetti
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Sport - Basket - Stella azzurra - Riccardo Rovere

Sport – Basket – Stella azzurra – Riccardo Rovere 

Sport - Basket - Stella Azzurra - Riccardo Rovere, contrastato da Juan Manuel Caceres

Sport – Basket – Stella Azzurra – Riccardo Rovere, contrastato da Juan Manuel Caceres 

Sport - Basket - Stella azzurra - Riccardo Rovere

Sport – Basket – Stella azzurra – Riccardo Rovere 

Sport - Basket - Stella azzurra - Giotto Mathlouthi e Riccardo Rovere

Sport – Basket – Stella azzurra – Giotto Mathlouthi e Riccardo Rovere 

Viterbo – Una vittoria del gruppo, ma con una bellissima firma personale.

E’ quella di cui si è reso protagonista Riccardo Rovere, che grazie a una tripla a nove secondi dalla sirena finale ha regalato il successo alla sua Stella azzurra, sul difficile parquet dell’Empolese.

Un prova di carattere incredibile per i biancostellati, che nonostante lo svantaggio che durava da tutto il match si sono imposti per 62-61, mandando in estasi i tifosi presenti.

Ala classe ’94 da sempre innamorato del basket, Rovere è alla sua seconda stagione consecutiva a Viterbo, città che gli ha anche permesso di incontrare Elena, la sua fidanzata di Bomarzo.

E’ impossibile non iniziare dalla partita di domenica. Cos’è successo nell’ultimo minuto di gara?
“Abbiamo capito che la partita non era finita, nonostante non fossimo mai stati in vantaggio. Negli ultimi minuti loro hanno sbagliato qualche tiro libero e noi ne abbiamo approfittato: a nove secondi abbiamo fatto il canestro della vittoria. E’ stata la cliegina sulla torta, fantastico!”.

Facendo un passo indietro, contro Scauri siete stati in controllo per quasi metà gara ma poi avete ceduto il passo agli avversari.
“Già. Nei primi due quarti abbiamo rispettato il piano partita che ci era stato dato dal coach, poi nel terzo quarto c’è stato un black out generale, prima mentale e poi fisico. Di conseguenza non siamo riusciti né a trovare i canestri in attacco e nè a farci forza in difesa”.

Forse anche un po’ di sicurezza di troppo, dettata dal fatto che eravate in assoluto controllo sul match?
“Esatto, può essere anche quello. Purtroppo a volte succede”.

Sei uno dei reduci della stagione passata. Trovi qualche differenza tra la Stella azzurra attuale e quella dell’anno scorso?
“Sicuramente l’organico dell’anno scorso era più forte, non dico una fesseria. Però c’erano delle dinamiche completamente diverse che non ci facevano rendere come potevamo. Quest’anno, invece, con meno talento e più voglia stiamo ottenendo risultati migliori. Abbiamo quasi tutti la stessa età e tutti lo stesso obiettivo”.

Qual è il vostro punto di forza?
“La voglia di fare e la voglia di sbattersi. Parlando di gioco, una delle nostre armi migliori è certamente la difesa. Secondo me noi non dobbiamo pensare di vincere la partita segnando un canestro di più, ma facendone fare uno di meno”.

A Viterbo come ti trovi?
“Dal punto di vista umano molto bene. Non ho alcun tipo di problema, sono fidanzato con Elena e sto veramente bene. Adesso mi sono anche iscritto all’università e studio scienze motorie, cercando di portare avanti lo studio in maniera parallela al basket”.

Tornando al campo, com’è il tuo rapporto con il coach?
“Con lui ho un rapporto straordinario fin dall’anno scorso. Era già un ottimo consigliere e lo continua a essere ora. Di lui mi piace il fatto che sappia gestire molto bene la fase del lavoro serio e la parte dello scherzo. Secondo me è giusto avere entrambe le cose”.

La squadra più forte che avete incontrato in queste prime dieci partite stagionali?
“Nessuna mi ha impressionato più delle altre, però come organico sicuramente Cassino. Giocare contro quei giocatori è stata una soddisfazione enorme”.

Domenica prossima è in programma la trasferta a Catanzaro.
“Si, è una bella trasferta. Oltre a essere impegnativa dal punto di vista dei chilometri troviamo una squadra un po’ come noi, piena di giovani che non hanno un talento eccelso ma comunque il loro lo fanno, e lo fanno bene. In più giocheranno in casa e questo comporta automaticamente un vantaggio”.

Andando ancora più il là, tra dieci anni come ti vedi?
“Bella domanda. Innanzitutto sempre giocatore di basket perché spero di continuare questo mio percorso. Spero poi di essere laureato e di stare sempre con la mia ragazza. Mi vedo in una vita molto semplice, dove cerco di portare avanti i miei obiettivi con calma e provo a realizzarli nel miglior modo possibile”.

Per finire, c’è qualcuno a cui dedichi la vittoria di domenica?
“La dedico alla mia famiglia, anche perché mio papà e mia mamma sono venuti a vedere la partita. In più, la vorrei dedicare anche al nostro gruppo. E’ vero che io ho fatto il canestro della vittoria, ma il pallone mi è arrivato da altri che hanno costruito il gioco”.

Samuele Sansonetti


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2 dicembre, 2015

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