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Viterbo - Lo spettacolo sarà presentato oggi 6 dicembre alle 21 nella sala Forteguerri

Racconti di Paesi lontani in scena al Cut

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Un momento dello spettacolo "Racconti di Paesi lontani"

Un momento dello spettacolo “Racconti di Paesi lontani”

Viterbo – Forza, magia, incontro. Ora Sardegna, ora Israele.

Racconti di Paesi lontani, l’ultima proposta della compagnia teatrale S’Arza, firmata dal regista Romano Foddai, che ha inaugurato ufficialmente la ventesima edizione del festival Isola dei teatri, è un condensato di incontri, quello tra due culture – sarda ed ebraica, tra due tradizioni radicate, lontanissime ma quasi simbiotiche, tra sacro e profano.

La storia è apparentemente semplice ma carica di simbolismi, quello dell’amore contrastato, della sofferenza estrema e del sacrificio umano, che sfocia nella ricerca della quiete profondissima e divina.

Due possessioni, due rituali, quello ebraico del Dybbuk e quello dell’Arza per la Sardegna, fanno da elemento centrale dello spettacolo, che mostra i tanti punti di contatto tra questi due popoli.

La scelta fatta dal regista Romano Foddai è attuale: il testo è nato come la manifestazione dell’indignazione emotiva profondissima, a seguito dell’attentato terroristico nella sede del periodico Charlie Hebdo e del supermercato Kasher, avvenuti a Parigi il sette gennaio duemilaquindici. Un attacco alla libertà, di espressione e di culto, ripetuto poi nelle atrocità commesse al Bataclan di Parigi lo scorso tredici novembre.

Da qui l’esigenza forte di rendere ancor più stabile il legame tra, appunto, paesi lontani.

In scena gli attori Paola Dessì e Stefano Petretto vivono e si trasformano, guidando lo spettatore in un viaggio senza tempo. Alla base della drammaturgia, un intenso lavoro di ricerca: sono stati esplorati gli usi e i modi della cultura ebraica chassidica, utilizzando in particolar modo i niggun, melodie meditative accompagnate da violino o canto senza parole, in questo caso in interazione con balli e canti della tradizione sarda e dei rituali dell’arza.

Questo spettacolo rientra all’interno di un progetto più ampio del teatro S’Arza, riconosciuto per la sua rilevanza dal Ministero dello spettacolo e dei beni culturali, che si spingerà fino all’esplorazione delle culture e delle tradizioni musulmane sempre in contatto con l’occidente.

Racconti di paesi lontani lancia un chiaro messaggio di eguaglianza: al di là delle singole culture esistono leggi non scritte che appartengono a tutti gli esseri umani, ebrei, sardi e musulmani, tutti figli di un’unica madre.

Lo spettacolo sarà presentato il 6 dicembre alle 21 nella sala Forteguerri del Cut dell’università della Tuscia da cui è anche organizzato.

 

 


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6 dicembre, 2015

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