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Viterbo - L'odissea di un uomo con alle spalle due tumori

Deve fare controlli ogni 6 mesi ma trova posto tra un anno

di Elisa Cappelli
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La cittadella della salute, sede della Asl

La cittadella della salute, sede della Asl 

Viterbo – Due tumori alle spalle. Uno alla vescica e uno alla mammella. Il primo risalente a una decina di anni fa, il secondo al 2013.

Controlli di routine in programma ogni sei mesi – una prassi per chi ha avuto un tumore – ma ogni volta una diversa odissea per riuscire a fare l’ecografia nei tempi prescritti dal medico.

L’ultima volta che ha provato a prenotare gli è stata proposta la data del 16 novembre 2016 per un controllo che deve fare entro maggio.

Questa è la storia di un signore che da anni, ogni sei mesi, si deve scontrare con il problema delle lunghissime file d’attesa. Tempi decisamente troppo lunghi per chi, avendo attraversato il calvario di ben due tumori, deve fare dei continui controlli.

“Ho avuto due tumori – racconta un lettore -, uno dieci anni fa e uno recentemente intorno al 2013. Sono in cura da un oncologo e ogni sei mesi devo fare visite programmate che mi vengono prescritte, quelle di routine. E, nonostante io, appena esco dal medico, faccia subito la richiesta per l’appuntamento, trovo sempre delle date che vanno oltre i nove mesi. Per l’ultimo addirittura mi hanno detto a novembre 2016: non posso fare un controllo mammario dopo 11 mesi, è assurdo.

I malati oncologici  – sottolinea – dovrebbero avere un percorso preferenziale, in quanto programmato dal medico. E non riesco mai a fissare un appuntamento entro i sei mesi. Ultimamente mi sono dovuto andare a “prostituire” a Orte da un dottore che fa l’ecografia, gli ho spiegato la situazione e molto cortesemente mi ha detto ‘Va bene, gliela faccio, venga tra venti giorni’. Però mi sono dovuto andare a “prostituire”, non posso andare tutte le volte a reclamare questo servizio. Poi dopo un po’ giustamente si scocciano e mi dicono di andare allo sportello della Asl e prenotare. Ma siccome questa cosa si ripete ogni sei mesi e succede da diversi anni, bisogna che qualcuno trovi una soluzione”.

Il protagonista di questa odissea sperava che con l’annuncio di Zingaretti di ottobre in cui si diceva che sarebbero aumentati i posti a disposizione per i cittadini, la situazione delle lunghe file d’attesa potesse risolversi. Ma a quanto pare nulla sembra essersi mosso.

“Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha detto che avrebbe dimezzato i tempi di attesa per le programmazioni visite a lungo termine – afferma il lettore -. A questo punto non ha fatto niente, io non vedo miglioramenti”.

Una soluzione alternativa? Andare a fare l’ecografia a pagamento, ma perché rinunciare ad un sevizio che ai malati di tumore spetterebbe di diritto?

“A pagamento ci potrei anche andare – racconta -, sono un pensionato di 75 anni e prendo una bassa pensione per cui, avendo l’esenzione, mi scoccia andare a pagare l’ecografia. Anche perché mi spetta di diritto.

A maggio  – continua – avrò la prossima visita e sono sicuro che succederà la stessa cosa: la dottoressa mi programmerà l’ecografia al pancreas e all’addome e non troverò mai il tempo per farla nei tempi giusti. Io devo farle entro i sei mesi. Poi io faccio la prenotazione online o con il servizio del numero verde e gli operatori richiamano subito, dopo un giorno, però mi dicono sempre che il primo appuntamento è dopo troppi mesi”.

Che poi questo problema – prosegue -, da quello che ho sentito dire in giro, riguarda solo la regione Lazio, perché se io prenoto a Terni via fax (perché lì si prenota così), vedrà che nel giro di un mese, al massimo un mese e mezzo, io faccio l’ecografia. Lì i tempi sono molto ristretti. Mentre nel Lazio è uno schifo”.

I controlli che deve fare sono molti tra cui l’ecografia mammaria ogni sei mesi, una mammografia una volta all’anno – con tutte le difficoltà del caso visto che si tratta di un uomo -, l’ecografia all’addome superiore e all’addome inferiore, e analisi. Di tutti questi esami, però, il problema è l’ecografia.

“Che poi  – racconta – ci vogliono al massimo 10 minuti per fare un’ecografia, quindi perché devo aspettare 11 mesi per 10 minuti? E’ un problema che non si riesce a risolvere. Adesso dovrò andare a Montefiascone, a gennaio, dove l’ho fatta l’ultima volta, parlare con l’ecografo e chiedergli se mi fa la cortesia di mettermi in lista entro maggio. Ho solo questa carta da giocare.

Ho mandato una segnalazione alla presidenza della regione Lazio, all’ufficio di Zingaretti, ma non mi ha risposto nessuno”.

Elisa Cappelli


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21 dicembre, 2015

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