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Viterbo - Caffeina - Fabio Volo si racconta al teatro San Leonardo, durante la presentazione del suo nuovo libro “E' tutta vita”

“Mi piace rendere eroico il quotidiano”

di Samuele Sansonetti
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Viterbo - Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo – Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo - Filippo Rossi e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo – Filippo Rossi e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo - Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo – Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo - Fabio Volo e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo – Fabio Volo e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo - Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo – Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo - Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo – Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo - Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo – Fabio Volo al teatro San Leonardo, ospite di Caffeina

Viterbo - Fabio Volo e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo – Fabio Volo e Andrea Baffo al teatro San Leonardo

Viterbo – Fabio Volo ospite di Caffeina (video).

E’ accaduto ieri, quando il poliedrico artista è salito sul palco del teatro San Leonardo per parlare di sé e del suo nuovo romanzo “E’ tutta vita”.

Cappotto verde militare, jeans classico con sopra un maglione nero, ha fatto il suo ingresso chiamato da Filippo Rossi, direttore artistico di Caffeina.

“Sto ancora digerendo – ha scherzato l’artista al suo ingresso – e ho un po’ freddo, posso tenere la giacca ancora un pochino? A parte la temperatura, è veramente un piacere essere qua”.

Accanto a lui, il direttore generale di Caffeina Andrea Baffo nelle vesti di intervistatore.

Quasi impossibile non partire dal nuovo romanzo.

“E’ tutta vita” racconta della crisi che si scatena tra Nicola e Sofia dopo la nascita del loro figlio, avvenimento che rompe il loro incantesimo d’amore.

“Ovviamente – ha raccontato Volo – quello che mi capita nella vita finisce poi nei libri, anche se un po’ romanzato e con delle regole narrative. La mia vita non è come quella di Nicola e Sofia, anche se ci sono delle similitudini.

C’è un momento nella vita di una coppia in cui anche appoggiare le posate è una sinfonia romantica ed è tutto così bello che ti viene voglia di cristallizzarlo facendo un figlio. Invece quando arriva questa persona tutto cambia. Cambia la relazione con la tua compagna, cambia la relazione con te stesso, cambia la relazione con lei e degli equilibri saltano, con l’uomo che si sente spesso inadeguato.

E’ un momento delicato e fragile, perché una persona tende a mettersi in un angolo e a costruirsi la sua solitudine. Per un certo periodo questo caos è dirompente, non è un collante ma un detonatore. Ecco, nel romanzo ho voluto semplicemente raccontare di quegli attimi in cui ci si può perdere, se non si sta attenti”.

Dopo il romanzo, la vita personale. Con un focus sul cambiamento di rapporto tra padre e figlio dovuto al cambio generazionale.

“Nel rapporto tra padre e figlio – ha spiegato Volo – l’abbattimento dei ruoli familiari ha comportato delle trasformazioni inevitabili. Quando il padre era patrimonio e la madre matrimonio era tutto più semplice, per esempio mio padre non ha mai fatto la lavatrice e nemmeno è mai entrato in sala parto. E’ un cambio fondamentale, che ha portato a un attaccamento maggiore dei figli alla figura paterna.

Nel mio caso, però, non è la mia compagna a dirmi che mi devo occupare dei miei bambini. Mio padre non è stato anche un amico di giochi perché lavorava sempre. Faceva il panettiere e la sera si addormentava litigando con la politica in tv, aveva già Twitter dentro di sé. Non ho tanti ricordi di me che gioco con lui e per questo ho come bisogno di riparare questa cosa con mio figlio”.

Poi, un racconto sulla sua compagna islandese Johanna Hauksdottir (“Mi ama solo perché non parla bene l’italiano e non capisce i miei libri”) e una breve anticipazione sul suo prossimo romanzo (“Non parlerà di alimentazione, in Italia il cibo è sacro”). Quindi, incalzato da Andrea Baffo, ha provato a spiegare la motivazione principale dei tradimenti.

“Il problema – ha ammesso Volo – è che a volte negli occhi della donna con cui stai perdi il tuo fascino virile, tant’è che molti tradimenti nascono quando ti vedi com’eri un tempo negli occhi di un’altra donna.

Non ti seduce quello che vedi in quella donna, ma quello che lei vede in te e che ti fa stare bene. Pensi di essere ancora quello di un tempo, invece quel passato non esiste più. La vita è solo quella che uno vive, le alternative che non abbiamo scelto non esistono, sono solo una proiezione”.

Prima di dedicarsi alla coda di pubblico che lo attendeva per il firma copie, l’artista ha raccontato la motivazione principale che lo porta a scrivere.

Nel mio lavoro – ha concluso Volo – non mi interessa raccontare di una vita speciale. Mi interessa più di raccontare la vita che hanno fatto i miei genitori e i miei amici. Mi piace rendere eroico il quotidiano, poi se i temi non sono alti pace. Il libro non è sempre e solo un portatore di cultura e di insegnamento, ma può essere anche intrattenimento. Un libro che fa ridere è pur sempre un libro, perché saper far ridere è complicato quanto riuscire a far riflettere”.

Samuele Sansonetti


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11 dicembre, 2015

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