Viterbo – Riceviamo pubblichiamo – Da mesi ormai è stato approvato il nuovo Atto sanitario aziendale ma tutto è stranamente fermo e forse è meglio così.
Tranne il solito turbinio di nomine, secondo criteri sostanzialmente sconosciuti, il resto dell’azienda naviga come prima e questo era in verità prevedibile.
Già infatti avevamo indicato la contraddizioine evidente tra l’istituzione delle Case della salute in ospedali come Acquapendente e Montefiascone.
Ad Acquapendente, se la soluzione finale è la realizzazione di un vero ospedale con pronto soccorso h24, ciò rende impossibile la realizzazione della casa della salute.
A Montefiascone, se si vuole realizzare ematologia, con possibilita’ di trapianto di midollo in loco e quindi con tutta l’equipe necessaria, ciò anche questa volta è in contrasto con la casa della salute.
A meno che i soldi pubblici spesi per ematologia non siano un bluff e allora i problemi, anche legali, diventano enormi. La chiusura di geriatria, sempre a Montefiascone, appare sempre piu’ assurda visto il ruolo che svolge ed il sovraffollamento disastroso di Belcolle.
La specilistica ambulatoriale e la diagnostica continuano a presentare liste di attesa proibitive inducendo sempre piu’ utenti ad utilizzare il privato. In sostanza, sono stati ridimensionati e chiusi gli ospedali ma il territorio continua a fare acqua in modo diffuso.
Aggiungiamo la scomparsa, per il Dsm, di tutte le unità operative semplici, sostituite da pittoreschi incarichi di alta specializzazione dimenticando che questa dizione andrebbe assegnata ad attività specialistiche che potenziano l’attività clinica e non a semplici ruoli di coordinatore di un centro di salute mentale.
A questo scenario desolante aggiungiamo l’ennesimo rinvio del comletamenro di Belcolle, il caos burocratico che sta portandio alla chiusura della Nuova clinica Santa Teresa e della Clinica Salus ed il disastro è servito. Si continua inoltre a pensare di risparmiare bloccando ed ostacolando l’assunzione di personale operativo, però si continua a spendere milioni di euro all’anno, affittando interi palazzi, alberghi dismessi, per ospitare servizi sanitari che oggi,potrebbero trovare sistemazione negli ampi spazi degli ospedali “ridimensionati”.
Di fronte a questa agonia della sanita’ pubblica, l’Unione sindacale di base ha indetto per martedì 15 dicembre a Viterbo alla sede di Solidarieta’ cittadina in via Garbini 80-b una riunione con tutti i sindaci della provincia di Viterbo e con le associazioni di volontariato che operano nella sanità, per elaborare un nuovo modello organizzativo per la nostra sanità, che parta dall’esperienza di chi lavora nei servizi sanitari e dal vissuto di chi è costretto ad utilizzare questi servizi.
Responsabile Aurelio Neri
Unione sindacale di base
Dipartimento Sanità
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