Roma – E’ morto Armando Cossutta.
Si è spento a Roma, lunedì sera, all’età di 89 anni Armando Cossutta. Fu partigiano delle “Brigate Garibaldi” e uno dei dirigenti più attivi del Partito comunista italiano, dopo la Liberazione.
Era malato da tempo ed era ricoverato all’ospedale San Camillo.
Venne eletto in Parlamento dal 1972 al 2008. A Botteghe Oscure rappresentava l’ala più filosovietica e spesso si trovò in contrasto con Enrico Berlinguer per le aperture al modello occidentale.
Sostenitore della mozione contraria al superamento dell’ideologia comunista, non accettò mai il risultato della consultazione tra gli iscritti che sancì l’evoluzione del Pci nel Pds con la sostituzione del simbolo della falce e martello con la quercia.
Nel 1991, quindi, insieme ad altro fuoriusciti, fondò il Prc, Partito della Rifondazione Comunista.
Nel 1998, però, ruppe con Fausto Bertinotti, divenuto segretario del Prc, sul ritiro della fiducia al governo di Romano Prodi in seguito al no del premier alla riduzione della settimana di lavoro a 35 ore.
Con Diliberto e Rizzo diede vita ai Comunisti Italiani per continuare a sostenere l’esecutivo e creò un gruppo parlamentare autonomo. Il Pdci entrò poi nel nuovo esecutivo di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema. Cossutta fu presidente dei Comunisti italiani per diversi anni, ma nel 2006 si dimise per contrasti con Diliberto, divenuto, nel frattempo, segretario del Pdci.
Nel 2008 disse di avere votato per il Pd di Veltroni e in quello stesso anno lasciò la politica attiva andando a ricoprire, dal 2009, la carica di vicepresidente dell’associazione nazionale dei partigiani d’Italia.
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