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Tarquinia - Il presidente dell'Università agraria sulla nuova legge

“Enti agrari, chiediamo solo una buona legge”

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Alessandro Antonelli

Alessandro Antonelli

Riceviamo e pubblichiamo – La legge di riordino degli enti agrari non piace a nessuno, lo sdegno è unanime e non di parte.

Tutti hanno definito quella adottata dalla giunta regionale, una pessima legge: Associazione regionale Università agrarie del Lazio, presidenti delle Università agrarie di tutta la Regione che si riuniranno sabato a Valmontone, luminari e avvocati che trattano della materia, l’Associazione nazionale usi Civici proprietà collettive, tutti tranne i pdellini di Tarquinia.

Nessun dubbio che serva un testo di riordino degli enti agrari: si chiede solo una buona legge che affronti i problemi veri dei nostri enti e non si preoccupi unicamente di dare strapoteri di controllo e commissariamento alla Regione e liquidi le Università agrarie.

Abbiamo per primi plaudito al disegno di legge che l’assessore aveva proposto, un testo organico con ben 26 articoli, aperto al confronto, poi la marcia indietro, con la riduzione a 13 articoli e lo stravolgimento del testo nelle sue parti salienti, proprio quando esponenti autorevoli della maggioranza (Miele e Cicchetti) tentavano di dismettere, con un golpe, gli Enti Agrari.

Mi dispiace che il Pdl locale affronti questo tema in maniera disinformata e con una mera difesa d’ufficio rispetto ai propri referenti politici senza occuparsi degli interessi dell’Ente che amministrano, per loro è più importante essere del Pdl che essere consiglieri dell’Università agraria, ennesima figuraccia.

Indifendibile il gioco delle tre carte dove si discute un testo e se ne approva un altro, assurdo che organi sovrani eletti dal popolo approvino atti che debbono essere ulteriormente approvati dalla Regione Lazio, la stessa Regione che per procedure assai più semplici impiega anni, inspiegabile la scomparsa della definizione di ente agrario come ente pubblico non economico.

È una legge che apre allo strapotere degli enti esponenziali e al loro arbitrio, che vuole piegare e silenziare le Università agrarie, figlia di una mediazione politica interna al Pdl, che vuole favorire alcuni Comuni e la loro esigenza di fare cassa, chi non lo vede è perché fazioso o incompetente, noi saremo dalla parte di chi vuole combattere per difendere la terra di tutti, oltre i partiti.

Alessandro Antonelli
Presidente dell’Università agraria Tarquinia


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19 ottobre, 2011

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