Viterbo – (g.f.) – “Non sto qui a vivacchiare, se c’è un problema politico si risolve. Altrimenti mi dimetto”.
Il burrascoso consiglio comunale si è concluso da poco quando il sindaco Leonardo Michelini chiama la stampa per fare il punto della situazione e annunciare d’avere ritirato la delega all’assessore Vannini.
Accanto ha gli assessori Giacomo Barelli, Raffaela Saraconi e Antonio Delli Iaconi.
La nomina del collegio revisori dei conti è stata bocciata con i pochi consiglieri di maggioranza presenti che sono rimasti in aula non votando e con il no dell’opposizione. Anche se il sindaco Michelini aveva chiaramente detto che si sarebbe espresso per il sì.
Il suo è stato l’unico voto a favore. L’opposizione chiede a gran voce le dimissioni del primo cittadino. Seduta stante e lui a stretto giro risponde.
“Mi dimetterò non certo per questa opposizione – dice Michelini – ma solo se i problemi politici non si risolvono e se non riesco ad attuare quello per cui mi sono impegnato non più tardi di un mese fa.
Teatro Unione, periferie, Poggino, recupero di palazzo dei Priori”.
Ci sono le condizioni? Il primo cittadino se ne sincererà a breve.
“Già dal prossimo consiglio comunale. Ci sono punti importanti da approvare. Quello di stasera è stato un campanello d’allarme”. Abbastanza rumoroso.
Una parte della maggioranza, i civici e il Pd zona popolare, non si è presentata in consiglio. Gli altri, la sinistra Pd, Maria Rita De Alexandris si sono appellati all’articolo del regolamento che consente loro di non votare pur essendo presenti.
“Un atteggiamento da entrambe le parti non giustificabile”. Poi chi c’era se n’è andato. De Alexandris ha lasciato i lavori dopo il voto, Marco Ciorba, dopo avere ceduto la presidenza a Francesco Serra, visto che si parlava dell’elezione del padre alla presidenza dei revisori, non è più rientrato.
Sommandosi alle assenze strategiche o di protesta di chi non ha voluto partecipare. Salvo rare eccezioni, come quella di Simoni. Assente per malattia. Se ci fosse stato, il suo sarebbe stato il secondo sì, insieme a quello del sindaco.
Insomma, un bel caos. Il sindaco però resiste. “Non solo non mi dimetto, ma anzi, confermo di nuovo quello che ho detto approvando il programma di metà mandato, votato da tutti.
Il mandato posso rimetterlo, non per questa opposizione, ma solo se capisco che non è possibile portare avanti l’impegno che ho preso un mese fa”.
Difende la scelta d’avere portato al voto una pratica, quella dei revisori, di cui conosceva l’esito finale. “Quanto accaduto non mi spaventa. Il punto poteva essere ritirato, sapevo dei rischi. E’ stata portata una pratica che aveva tutti i pareri, un atto partito dalla prefettura.
Il sindaco, figura istituzionale, non può permettersi strumentalizzazioni. Ho votato sì sapendo che il mio sarebbe stato il solo voto a favore, perché c’erano tutti i pareri e non mi posso nascondere dietro un sospetto d’incompatibilità.
Stiamo parlando di Lorenzo Ciorba, un professionista estratto a sorte dalla prefettura. Mi sono comportato in modo coerente rispetto alla nomina che è stata fatta. Male sarebbe stato votare contro.
Ripeto, mi sono comportato in modo coerente. Fossi stato opportunista sarei uscito”.
Quindi l’annuncio ormai nell’aria da un paio di giorni: “Ho firmato la revoca delle deleghe ad Andrea Vannini. Non per mancanza di fiducia.
Mi dispiace non essere riuscito a parlarci in questi due giorni, non per colpa mia”.
Si è ipotizzato un riassetto politico di giunta. Serviva una posizione per i neonati Moderati e Riformisti.
Per il sindaco la scelta ha altre ragioni: “Quello di Vannini era un mandato tecnico. Chiamato a migliorare il contratto in essere per la nettezza urbana.
Sono avvenuti fatti importanti, ultimo dei quali l’interdittiva a Viterbo Ambiente che porterà al commissariamento del contratto.
Il ruolo tecnico viene meno, con il commissario i contenziosi non penso ci saranno”.
All’orizzonte, un nuovo capitolato d’appalto per la nettezza urbana. A quel punto il primo cittadino vede bene una collaborazione nuovamente con Vannini.
“Non mi affiderò a consorzi di smaltitori, ma vedo molto bene la collaborazione dell’università e a quel punto Vannini potrà darci una mano tecnica.
Lo vedo utile per una collaborazione, se sarà disponibile”.
L’assessore uscente sarà sostituito da un politico.
“Occorre una presenza qualificata politicamente. Sarà una persona che viene dalla politica, eletto alle passate amministrative”.
Qualcuno in maggioranza si prepari. Maurizio Tofani resta in pole, salvo sorprese.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY