Riceviamo e pubblichiamo – Il sociologo Mattioli, come sempre riesce a fare una chiara analisi della Tuscia e della viterbesità.
Nel mio piccolo di viterbese che tenta di promuovere la propria terra con l’attività di guida ambientale è quotidiano lo sforzo-scontro che mi tocca fare per portare a casa la pagnotta.
– Vie cave etrusche cancellate per far posto ad inquinanti e pericolose auto;
– Antiche vie, leggi Francigena, ridotte a discariche alle porte della città dei Papi;
– Necropoli uniche al mondo cancellate dalla vegetazione che cresce sì rigogliosa, ma altrettanto pericolosa per tombe e monumenti;
– Uffici turistici, distratti, che chiudono nei giorni festivi…
– Aree protette in balia di bracconieri e devastatori della natura.
Potrei continuare all’infinito ma, percorrendo quotidianamente i sentieri della Tuscia e della Maremma, per fortuna posso far vivere agli escursionisti, nonostante tutte le difficoltà incontrate, uno dei luoghi più ricchi di fascino e natura d’Italia.
Tutto questo mentre la colta Toscana, tramite le innumerevoli guide, si vende come “Bassa Toscana” le seguenti località:
– Vulci ponte e castello;
– Sorgenti della Nova;
– Fiume Fiora;
– Maremma fino a Montalto di Castro.
Un paradosso.
Sperando di non dover migrare…
Pietro Labate
Guida ambientale escursionistica per la Tuscia… e la Toscana!
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