Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Qualcuno diceva: “Se ‘l capi’ se potesse venne, saremmo ricchi”.
Evoco, questa frase, per ricordare le vicende riguardanti la questione delle tariffe approvate dal comune di Viterbo il 31 luglio 2015, quando invece il legislatore dava come data ultima il 30 luglio.
Per questo ritardo, ci fu un’aspra discussione in consiglio comunale e, a seguito, anche una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno e al ministro dell’Economia e Finanza da parte del senatore Francesco Aracri.
Tutto avvenne con caparbia arroganza della maggioranza, supportata da incertezze interpretative. Quindi, per farla breve, le tariffe del Comune di Viterbo sono state approvate fuori tempo massimo.
La certezza si è potuta constatare dall’approvazione da parte del parlamento della legge di stabilità, perché il Governo, per salvare i Comuni inadempienti (quindi anche Viterbo) ha inserito nella legge, una bizzarra norma interpretativa che stabilisce che il termine del 30 luglio, “debba intendersi riferito al 31 luglio, in quanto ultimo giorno del mese”.
Di fatto quindi, il Governo ha introdotto una mini-sanatoria circoscritta a quegli enti che avevano deliberato le aliquote con un giorno di ritardo rispetto al termine fissato per l’approvazione delle tariffe.
Quindi, concludendo, quando abbiamo minacciato consapevoli di rivolgerci anche al Tar per difendere la legittimità degli atti, era la pura e sacrosanta verità. Questa volta il bilancio del Comune di Viterbo è stato salvato, da una norma farlocca del governo Renzi.
Giulio Marini
(Forza Italia)
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY