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Vetralla - I funerali del poeta si terranno martedì 25 ottobre alle 9,30 nella di San Francesco

E’ morto Vincenzo Marro

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Vincenzo Marro

Vincenzo Marro

Riceviamo e pubblichiamo – È scomparso sabato 22 ottobre l’artista Vincenzo Marro. I suoi versi, scabri ed essenziali, rimarranno vivi nel ricordo dei parenti, degli amici e dei cittadini vetrallesi.

Ha pubblicato per l’editore Davide Ghaleb il primo volume della collana “Istantanee” dal titolo “Del resto”, dedicato alla vena poetica dialettale tradizionalmente ed emblematicamente radicata nel territorio della Tuscia.

Scorrendo i versi si colgono suggestive immagini di vita quotidiana che portano a scenari decisamente più universali. “Un grande poeta e scultore ci ha lasciati oggi, – dice l’editore Ghaleb – ma soprattutto un amico che nonostante le sue difficili vicende personali ha trovato la forza per dedicarsi agli altri”.

I funerali si terranno martedì 25 ottobre alle 9,30 presso la chiesa di San Francesco di Vetralla.

Nato a Roma il 23 luglio 1945, ha vissuto stabilmente a Vetralla dedito all’attività di intagliatore del legno.

“La sua vicenda letteraria è legata, fil doppio, a quella più strettamente personale – scrive Anna Lana, curatrice del libro “Del resto”- fu infatti in seguito ad una forzata degenza che un’amica, nell’intento di alleviare le di lui sofferenze, lo iniziò al sapore di un libro. Fatto sta che quella momentanea “panacea” divenne per Marro una delle maggiori passioni e nel giro di pochi anni riuscì a stipare un bagaglio considerevole di letture: buona parte di classici di prosa e poesia, un nutrito numero di autori del novecento, fino ad arrivare ad interessarsi alla saggistica di stampo psico-sociologico.

Attraverso quest’ultima Marro tentava un approccio conoscitivo alle emozioni, prima fra tutte la sofferenza che così fortemente negli anni lo aveva attanagliato. Ma come il presbite che vede sfocato ciò che è troppo vicino, Marro ebbe bisogno di porre a debita distanza quel che sondava dentro di sè. Fu così che lo tirò fuori e lo adagiò sulla carta. E sulla carta le emozioni si fecero versi e lui, Vincenzo Marro, divenne poeta”.

Diana Ghaleb


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23 ottobre, 2011

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