Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato per la riapertura della ferrovia dopo gli assestamenti interni necessari ha ripreso l’iniziativa con veemenza.
Ostacolare i disegni di chi vorrebbe arrivare alla speculazione edilizia sulle aree ed edifici lasciati liberi dalla ferrovia non è una cosa facile.
Né è cosa facile far capire che chi vuole la sua soppressione lo fa perché intende mettere una pietra tombale sulle speculazioni passate e forse anche per i lavori non effettuati a dovere.
Abbiamo necessità di persone interessate veramente al bene della collettività e che vogliano battersi per la sua riapertura indispensabile per lo sviluppo economico di Ronciglione e di tutto il Centro Italia.
Per questo motivo abbiamo aperto le iscrizioni al comitato. Sotto questa pagina allegherò la domandina che chi vuole può riempire e farci pervenire. Tralasciando le iniziative passate comunico le ultime che il comitato ha preso: il 5 gennaio abbiamo incontrato alla stazione di Gallese Bassanello il parlamentare Bernini del M5S, che ha assicurato il suo interessamento; abbiamo incontrato prima di Natale il presidente della provincia Mazzola Pd; dietro interessamento del deputato Pastorelli del Psi abbiamo chiesto un incontro con il senatore Nencini, vice ministro dei Trasporti, incontro che avverrà martedì mattina; abbiamo chiesto un incontro con Riccardo Valentini, capogruppo Pd alla regione Lazio; abbiamo chiesto un incontro con Enrico Panunzi, presidente della commissione Trasporti alla regione Lazio; abbiamo chiesto di incontrare il responsabile della Fondazione FS Cantamessa per vedere la possibilità di far riaprire la ferrovia per iniziative turistiche.
Gli incontri si succedono e sono continui con partiti, sindacati, associazioni culturali e movimenti politici. E’ un’attività frenetica e c’è bisogno di uomini che hanno voglia di lavorare veramente per il bene dei cittadini. Occorrono giovani che comprendano l’importanza di richiedere il rispetto del diritto alla mobilità e a un ambiente sano, il diritto alla salute, il diritto al lavoro, senza chiederli elemosinando nella abominevole maniera clientelare.
Occorre ricominciare da iniziative culturali che mettano al centro proprio questo: basta con i sudditi e le medagliette date per catturare i consensi. Cerchiamo di divenire tutti cittadini e cerchiamo di educare i giovani con l’esempio perché diventino cittadini e non sudditi.
Raimondo Chiricozzi
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