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Carabinieri - I capi della banda rintracciati su Facebook

Falsi venditori di biglietti da visita

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Una pattuglia dei carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

Un raggiro da 200mila euro con biglietti da visita mai consegnati.

E’ così che un gruppo di insospettabili, per lo più laziali e pugliesi, avrebbe ingannato una cinquantina di persone. I capi del cartello, però, avrebbero le ore contate. Sarebbero stati già rintracciati in Gran Bretagna, tramite Facebook.

L’indagine è vecchia. I carabinieri di Vejano, coordinati dal maresciallo Grella, cominciarono i loro accertamenti tra il 2006 e il 2007, dopo le denunce sporte in caserma da alcuni cittadini.

Il sistema era rodato. I clienti pagavano con lauti anticipi i biglietti da visita richiesti che, però, o non arrivavano a destinazione o venivano consegnati in quantità minori di quelle pattuite. A essere ingannati non erano solo i clienti, ma anche le tipografie che stampavano i biglietti, i ristoratori dai quali la banda avrebbe mangiato a sbafo per mesi, i benzinai cui facevano segnare tutto sul proprio conto, senza mai saldare.

La “società” aveva sede a Capranica. Ma la base logistica sarebbe stata a Vejano, in una villa di superlusso che il gruppo aveva preso in affitto. Ovviamente senza mai pagare.

Tra gli indagati non ci sarebbero viterbesi. L’accusa è associazione a delinquere.


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24 ottobre, 2011

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