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Viterbo - Il 22 dicembre al carcere è stato festeggiato il Giubileo della misericordia

Aperta la porta santa a Mammagialla

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Giubileo della misericordia a Mammagialla, super carcere di Viterbo con la celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Lino Fumagalli e apertura della porta Santa, il 22 dicembre 2015.

Da oggi infatti, campeggiano sulla porta con inferriata della chiesa, due icone: di Gesù Buon Pastore e di Maria, Madre della Misericordia con su scritto: “Questa è la porta della misericordia di Dio per mezzo di Maria”.

Un altro quadro, alquanto significativo, chiama l’attenzione di chi entra in questa parte remota e accessibile a pochi visitatori. E’ una riproduzione della liberazione di S. Pietro, di Raffaello Sanzio, il cui originale si trova nei musei Vaticani.

La sacra raffigurazione in questo contesto, assume un significato catechetico e spirituale di grande rilievo per tutti, detenuti, operatori, volontari, familiari, che sono chiamati a celebrare la misericordia, anche nel carcere di Mammagialla.

La cappella del carcere è gremita, detenuti, polizia penitenziaria, volontari. Oggi insieme all’Eucaristia, si celebra un altro evento, battesimo, confermazione e prima comunione di un detenuto. Durante l’omelia, il vescovo non ha mancato di sottolineare la sua gioia nell’aprire la porta Santa in questo luogo di sofferenza che pur tra difficoltà e contraddizioni, può diventare un’opportunità di salvezza.

Questo ha augurato a ciascuno dei presenti, vivere un tempo nuovo in cui ognuno possa ritrovare la serenità e la pace. Attingere forza che viene dalla luce di Cristo, manifestata anche nei gesti e nelle parole di misericordia e perdono di coloro che sono chiamati a svolgere il loro lavoro che può diventare una missione anche all’interno del carcere.

Sicuramente il più coinvolto ed emozionato in questa cerimonia è stato Francesco Maria, (è il nome nuovo che ha scelto il neofita) che con i suoi 34 anni e con un passato problematico, dopo un percorso umano e spirituale, ha voluto con gioia coronare il suo cammino catecumenale ricevendo dalle mani del vescovo, i tre sacramenti dell’ iniziazione cristiana (battesimo, confermazione e prima comunione).

E’ segno che anche dietro le sbarre si può ricominciare una vita nuova. Così Papa Francesco, ai detenuti di Poggioreale: “Nella vita non bisogna mai spaventarsi delle cadute, l’importante è sapersi sempre rialzare. Dio dimentica e cancella sempre i nostri peccati”. Si può vivere una libertà, dono dello Spirito, che va al di là delle sbarre e proibizioni e che anche il carcere può diventare un’opportunità di vita per diventare cristiani e testimoni di Cristo.

Una testimonianza resa subito a tutti i detenuti del carcere, agli stessi agenti e a tutti i presenti, davvero molto emozionati e coscienti di vivere un momento di vita importante.

E’ iniziato così l’anno Santo della misericordia a Mammaggialla, un Giubileo straordinario alla quasi vigilia di Natale, che il Papa ha voluto renderlo ancora più straordinario donando anche a chi soffre la possibilità di ricevere grazie abbondanti, proprio perché la Chiesa anche oggi è chiamata a diventare tramite e dispensatrice dei doni di Cristo. “Ogni volta che ognuno ne avrà bisogno, potrà accedere ad essa, perché la misericordia di Dio è senza fine. Tanto è imperscrutabile la profondità del mistero che racchiude, tanto è inesauribile la ricchezza che da essa proviene” (dalla Bolla, Misericordiae Vultus N° 25).

Al termine della cerimonia, la direttrice del carcere, Teresa Mascolo, non ha mancato di sottolineare la sua soddisfazione per la nutrita partecipazione dei presenti e come eventi come quello appena vissuto, sia il frutto di un lungo lavoro e dedizione di numerose persone e volontari. Si parla molto, e a ragione, di percorsi alternativi e di riabilitazione, pensiamo che anche questo sia una forma alta di risposta, perché si accompagnano persone concrete e perché ogni carcerato merita un percorso riabilitativo.

Siamo usciti dal carcere di Mammagialla, evidentemente emozionati, consapevoli di vivere un momento di alta umanità e spiritualità, la grazia di Dio ha raggiunto tutti noi. Questo anno giubilare può e deve abbracciare questa porzione di popolo di Dio e tutti noi che pur nella particolare condizione, non può essere escluso dalla Sua misericordia. Papa Francesco in questo anno giubilare non ha voluto escludere nessuno, riguardo ai carcerati ha scritto: “La giustizia da sola non basta, e l’esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo Dio va ol”tre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ciò non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia dovrà scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono” (dalla Bolla, Misericordiae Vultus N° 21).

E’ l’amore, la vera molla che fa scattare ogni conversione, come il canto accompagnato dalla chitarra del detenuto e cantautore che ha voluto ringraziare i presenti con una melodia dedicata alla sua mamma e a tutte le mamme dei suoi compagni di viaggio. Anche le parole riempiono il cuore quando sono vere e colme di significati e la nostalgia meno struggente quando diventano memoria del proprio vissuto fatta esperienza anche nella vita di un carcere.

Sr. Mariella Giannini, hsc
Volontaria del carcere


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13 gennaio, 2016

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