Viterbo – Mannino: “Bisogna abbattere le liste d’attesa”.
E’ uno di quegli argomenti che negli slogan elettorali non manca mai. E forse perché, in concreto, nessuno è mai riuscito a mettere un punto sulle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie. A rimetterci, dunque, sono sempre i cittadini costretti a pagare per una visita o peggio ancora a rivolgersi a strutture fuori provincia, se non addirittura regione.
Impensabile per Fortunato Mannino (Cisl). Per il sindacalista non ci sono scusanti.
“Come Cisl – dice Mannino – abbiamo sempre prestato particolare attenzione alle liste d’attesa. I tempi, ormai troppo lunghi, per richiedere una prestazione sanitaria non fanno che aumentare la mobilità passiva. Si parla di mesi e in alcuni casi, si arriva addirittura alla fine dell’anno per una visita.
E allora ecco che, nella Tuscia, per fare una Tac bisogna attendere aprile, il 30 agosto per un ecocolordoppler, fine marzo per una visita geriatrica, il 5 febbraio per una semplice radiografia e il 27 settembre per un ecocardiogramma. Eclatante è poi l’esempio della mammografia per cui bisogna attendere giugno. Con l’aumento dei tumori al seno, in tutta Italia e anche nella nostra provincia, la prevenzione è fondamentale. Inimmaginabile quindi attendere così tanto. E’ normale poi che la gente decida di andare fuori o a pagamento”.
Per Mannino è, invece, necessario trattenere i pazienti. “Ne va delle strutture provinciali che sono sono d’eccellenza e vanno valorizzate. Non ci si deve spostare in Umbria o in Toscana dove i tempi sono sicuramente più rapidi. Si perdono soldi che invece potrebbero essere investiti sul territorio.
Bisognerebbe, quindi, fare una ricognizione delle prestazioni, potenziare i laboratori, tenendoli aperti anche la domenica, come già accade altrove, e diminuire l’intramoenia, fin tanto che non vengono abbattute le liste d’attesa. Questo darebbe certezze al cittadino e farebbe risparmiare soldi alla Asl, riducendo la mobilità passiva e valorizzando le eccellenze. Basta poco, quindi”.
Anche le istituzioni devono fare la loro parte. “La Regione coi cup dovrebbe migliorare le prenotazioni e diluire le prestazioni. Inoltre, una parte delle risorse recuperate dall’evasione dei ticket, oltre che per la strumentazione medica, dovrebbe essere investita anche per l’abbattimento delle liste d’attesa.
La sanità va rivista e adeguata al terzo millennio, anche perché i viterbesi pagano l’addizionale come i romani. E per avere una prestazione simile a quest’ultimi, spesso, bisogna andare nella Capitale o addirittura fuori. Quando invece a Viterbo ci sono strutture di tutto rispetto. Come Cisl – conclude Mannino -, saremo in prima linea. Auspichiamo che il nuovo direttore generale possa ripartire da certe criticità per cambiare definitivamente rotta”.
Paola Pierdomenico
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