![]() Lino Rocchi |
Riceviamo e pubblichiamo – Il 26 ottobre ci vedremo alle 12 in Prefettura per discutere di sanità, ma per noi non solo è importante discutere del personale infermieristico della Ausl di Viterbo, ma iniziare a portare a casa dei risultati positivi per tutti i cittadini e per tutti gli operatori della sanità sia pubblica che privata del viterbese.
In particolare, in pochi anni abbiamo perso più di 100 posti tra infermieri e caposala, le liste di attesa per visite specialistiche ed esami, in molti casi vanno da 3 mesi alle calende greche, la chiusura del Primo soccorso di Montefiascone, lo “smantellamento di fatto” dell’ospedale di Acquapendente, di Civita e del Reparto di Ronciglione, e questo solo nel pubblico, nel privato negli ultimi 8 mesi abbiamo già perso oltre 150 posti di lavoro a tempo determinato tra Villa Immacolata, la Salus, Faleria, il Cra di Nepi e la clinica nuova Santa Teresa, oltre ciò abbiamo la cassa integrazione per i lavoratori della Salus e di Faleria, a cui a breve, (novembre), aggiungeremo altri 101 lavoratori della Ro.ri tra Nepi e Nuova Santa Teresa, quindi è impossibile ed improponibile, lavorare per spezzoni, l’incontro con il Prefetto e con i vertici della Asl deve necessariamente affrontare anche questi temi, e risolverli con fatti reali entro breve tempo, ne và la salute dei cittadini e la dignità ed il lavoro di centinaia di lavoratori.
Come Usb presenteremo al Prefetto ed ai vertici della Asl, un documento con le nostre proposte, da utilizzare come base di partenza per emendare un atto aziendale fatto di soli tagli ed iniziare un percorso per ridare “dignità “alla salute dei viterbesi.
Vogliamo anche discutere della sussidiarietà della sanità privata, che sta mandando in malora dei veri centri di eccellenza, soltanto per estenuanti bracci di ferro burocratici che vedono forti responsabilità nella Regione Lazio ed i vertici Asl.
Che fine hanno fatto i 10 posti letto per la Salus ed i 10 posti letto per La Nuova Santa Teresa? Sappiamo che i 2 milioni e 400 mila euro destinati a ciò ci sono, questi posti dovevano servire, secondo gli accordi presi anche al tavolo in prefettura, per scongiurare la cassa integrazione per i lavoratori della Salus e della Santa Teresa, perché sono fermi a Roma?
Perché dopo tre mesi dalla denuncia delle associazioni di volontariato e dell’Usb al dipartimento di aalute mentale la situazione è la stessa, anzi è peggiorata?
Nonostante qualche parziale proposta, lo Spdc resta ad 8 posti letto, con letti in soprannumero e l’immancabile letto nel corridoio. Speravamo che nell’ambito del riordino della rete ospedaliera si potesse trovare una diversa sistemazione del reparto permettendo così di avere i dovuti 18 posti letto, ma la situazione generale sembra essersi cristallizzata. La situazione del personale invece è notevolmente peggiorata.
Attualmente, tra trasferimenti e pensionamenti, mancano al Dsm, 7 medici e proprio al reparto psichiatrico sta avvenendo una vera emorragia di medici che, avendo vinto il concorso in altre regioni se ne sono andati o stanno per farlo. Il medico che è già partito non è stato ancora sostituito, per gli altri non sappiamo quali saranno le decisioni.
Una cosa però abbiamo chiara, i servizi devono funzionare in modo congruo e quindi i medici che se ne vanno devono essere al più presto sostituiti, blocco o non blocco del turn-over. Se si prefigurerà un’interruzione di pubblico servizio, il nostro sindacato e le associazioni dei cittadini adiranno senza dubbio alle vie legali.
I nodi del precariato cronico sono venuti al pettine, conclude Rocchi e con essi i limiti di un piano di rientro basato solo sui tagli e non sui bisogni dei cittadini, occorrono fatti, e l’Usb li chiederà con forza anche portando la protesta in piazza e nei palazzi del potere.
Il tempo dell’inerzia, delle finte disponibilità al confronto, dell’apertura di dieci tavoli di trattativa per non chiuderlo nemmeno uno, è finito. Il primo momento di verifica sarà proprio mercoledì 26 ottobre alle 12, lì capiremo se si vuole affrontare in modo costruttivo la situazione o se c’è la volontà di distruggere la sanità a Viterbo.
Lino Rocchi
Usb Viterbo
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