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Viterbo - Lombardi del comitato Non ce la beviamo ironizza sull'ostruzionismo di palazzo dei Priori - Consegnata lettera al prefetto, il 28 febbraio termine ultimo

“Crisi in comune colpa del referendum sull’acqua…”

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Comitato Non ce la beviamo -  La consegna al prefetto della lettera al prefetto

Comitato Non ce la beviamo – La consegna al prefetto della lettera al prefetto

Comitato Non ce la beviamo -  La consegna al prefetto della lettera al prefetto

Comitato Non ce la beviamo – La consegna al prefetto della lettera al prefetto

Viterbo – (g.f.) – “Il comune è in crisi per il referendum sull’acqua”.

Trovata la ragione per cui l’amministrazione Michelini rischia di cadere, anzi d’affondare.

E’ Francesco Lombardi del comitato “Noi non ce la beviamo” a svelarlo. La sua conclusione è frutto di un ragionamento logico.

“Le ragioni della crisi non le capiamo – osserva Lombardi – i cittadini non comprendono le cause vere.

Una sola ce ne viene in mente. Presupponiamo sia il referendum per la gestione pubblica dell’acqua, c’è la crisi per non indirlo”.

Sono state raccolte le firme, ma la procedura a palazzo dei Priori è ferma, per questo Lombardi insieme a Marinelli, Celletti e Frontini del comitato, stamani hanno consegnato al prefetto una lettera per far valere le ragioni delle oltre tremila persone che hanno firmato la richiesta.

Il sindaco deve convocare il referendum entro il 28 febbraio. Il tempo stringe e dal comitato temono che in comune vogliano far finire in referendum tra le secche.

“Se vivessimo in un comune normale – osserva Chiara Frontini (Viterbo 2020) – la procedura sarebbe automatica. Vidimati i fogli, raccolte le firme e quindi presentate, la commissione le avrebbe dovute esaminare e il sindaco convocare il referendum entro il 28 febbraio.

Una procedura automatica, che passa in consiglio solo per una veloce ratifica. C’è la crisi, ma non è una giustificazione.

L’iter deve proseguire comunque. E’ grave che non stia accadendo e la situazione in comune è solo una scusa”.

Per questo la richiesta al prefetto d’intervenire.

“E’ la seconda volta – ricorda Paola Celletti – che ci rivolgiamo alla prefettura affinché si rispetti lo statuto comunale.

Il sindaco deve indire il referendum sulla gestione pubblica dell’acqua, vogliamo che sia assicurata l’applicazione della normativa vigente”.


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25 gennaio, 2016

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