Viterbo – Andrea Di Luisa è pronto ad abbattere George Groves.
Il pugile campano ma ormai viterbese a tutti gli effetti affronterà “The saint” sabato notte, alla Copper box arena di Londra.
L’incontro era stato annunciato come valevole per la cintura mondiale Wbc dei super-medi, ma siccome Groves non è rientrato nella categoria di peso si combatterà senza titolo in palio.
Una mancanza che non fa perdere di valore il risultato del mach, in cui Di Luisa cercherà di bissare il successo ottenuto contro Gabor Zsalek nell’ultima uscita stagionale.
Il pugile di casa si presenterà con 24 incontri all’attivo di cui 21 vinti (16 per ko) e 3 persi. Di Luisa ne ha effettuati 21, vincendone 18 (14 per ko) e perdendone 3.
Sabato si combatte, sei carico?
“Sì, tra un po’ scoppio! Gli allenamenti procedono bene – spiega Andrea Di Luisa – e tutto è andato come doveva andare. Sono in forma e concentrato”.
Ti stai allenando al Fitness palace di Viterbo, ma a volte ti sposti anche a Roma.
“E’ vero. Nella palestra di Luca Riccardi, un carissimo amico. Più di una volta fatto sparring con Sergey Demchenko, che è un pedio medio massimo. Sergey è bello grosso e picchia duro. E’ un bravo ragazzo e anche un bravo pugile”.
Com’è il tuo avversario tecnicamente?
“Ha i capelli rossi (sorride, ndr). E’ inglese e picchia. E’ un picchiatore e come tutti i picchiatori va picchiato”.
Come pensi di affrontarlo?
“Subito a battaglia dura, fin dalla prima ripresa. L’obiettivo ovviamente è la vittoria”.
Che differenza c’è tra lui e Lucian Bute, il penultimo avversario che hai affrontato?
“Bute ha vinto 12 volte il titolo mondiale ed è un campione con la c maiuscola. Groves è un buon pugile ma non è un campione. Dicono che lo sia e sabato vedremo cosa sa fare”.
Avrai un bel po’ di tifo contro, ma sulle tribune ci sarà anche qualche amico.
“Sì, verranno una ventina di persone e per me è una bella cosa”.
Cosa c’è nel tuo futuro immediato?
“Ancora non lo so, penso a un match per volta. Per il momento pensiamo a questo, poi vedremo”.
A chi non è appassionato, come spiegheresti il fascino della boxe?
“A chi non la segue può sembrare solo una disciplina in cui due coglioni si picchiano. In realtà non è così, dietro agli incontri c’è un incredibile preparazione dove ci sei solo tu, il tuo tecnico e qualche amico stretto che ti segue. La cosa stupenda è che dopo essersi ammazzati di botte per 12 riprese, i due coglioni si abbracciano come se niente fosse, con enorme rispetto”.
Segui anche altri sport?
“No. Ti sembrerà strano ma non seguo nemmeno la boxe, giuro”.
Prima avevi una pagina Facebook ufficiale che poi hai cancellato, come mai?
“Niente di particolare. Era solo troppo complicato gestire una pagina ufficiale e un profilo personale. Mi sono rotto le scatole e ho cancellato tutto, lasciando una cosa sola”.
Ti ricordi quando hai iniziato a tirare pugni?
“A livello agonistico era il ’97, mentre con il pugilato in generale a otto anni. Erano gli anni ’80 e mi ricordo come fosse ieri”.
Il tuo rapporto con Viterbo?
“Sono qui da otto anni ed è buono. Putroppo molti viterbesi non dicono bene della loro città. Io comunque mi sono trovato bene da subito”.
Per concludere, a quando il prossimo match a Viterbo?
“Bella domanda. Quando cambia il sindaco. Questa amministrazione si è messa poco a disposizione, quando c’era Marini era tutto diverso. Forse Michelini è troppo impegnato in altre cose e non ha tanto tempo per lo sport”.
Samuele Sansonetti
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