![]() Marcello Mariani |
– All’interporto di Orte qualcosa si muove. Per ora su gomma, poi su rotaia.
Il 2012 porterà l’avvio del primo lotto di un’infrastruttura attesa da decenni. E’ il presidente Marcello Mariani ad anticiparlo. “Abbiamo deciso – spiega Marcello Mariani – di procedere per lotti funzionali. Il prossimo gennaio saremo in grado di cominciare a mettere a reddito l’infrastruttura”.
Si partirà dai magazzini per lo stoccaggio di beni, anche quelli refrigerati e la palazzina doganale. Le merci viaggeranno su gomma, in attesa di vedere terminato il terminal ferroviario interno entro l’anno.
“Era previsto alla stazione di Orte – ricorda Mariani – ma non è possibile per la grandezza dei container. Quello che stiamo realizzando è grande 1200 metri, sarà il più importante del centro Italia”.
Prospettive interessanti sotto il profilo occupazionale.
“Realtà simili alla nostra occupano tra le cento e le duecento persone, ma è l’indotto che potrà portare i maggiori benefici. Nell’arco di cento chilometri pensiamo a qualche migliaio di unità”.
Da Terni premono per l’avvio della struttura. “I grandi gruppi ternani – spiega Roberto Corbo, consigliere responsabile della comunicazione – ci stanno pressando. Per la prima volta il pil potrebbe migrare da Terni verso Viterbo. Un’inversione di tendenza. L’interporto è un polo d’attrazione per investimenti, uno dei pochi che abbiamo”.
Lo spostamento delle merci avviene quasi totalmente da Nord a Sud, ma prospettive interessanti potrebbero arrivare con lo sbocco verso Civitavecchia, riattivando il tratto di ferrovia da Orte, che diventerebbe un tutt’uno fino ad Ancona.
“E’ stato già prodotto un progetto dalla Italfer – ricorda Marcello Mariani – grazie a un appalto da due milioni di euro, stanziati per riattivare la linea”.
Sarebbe utilizzabile per il trasporto merci, nonostante le pendenze. Grazie a nuove tecnologie.
Ma su questo fronte, certezze per i tempi non ce ne sono, anche se l’assessore regionale Lollobrigida ha manifestato l’intenzione di far inserire l’opera tra i progetti da finanziare al Cipe e c’è la partecipazione dell’Unione Europea. Un passo alla volta. Intanto su strada.
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