Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un povero disgraziato, disoccupato da 4 anni, residente a Viterbo. Da gennaio 2015 è iniziato il calvario, il dramma con le Rsa.
Ho mia mamma di 87 anni in una struttura Rsa, Villa Immacolata, è stata colpita da ictus celebrale perciò invalida e non autosufficiente.
Da tale data il comune di Viterbo ha pensato molto intelligentemente di sospendere la compartecipazione al pagamento della retta visto i tagli subiti dalla Regione Lazio. Presto fatto. Non hanno pensato che si fosse creata una situazione insostenibile per noi, per le categorie piu deboli e in difficoltà economiche.
Era troppo difficile da parte loro fare ricorso al Tar e riuscire a risolvere in parte la situazione dei tagli. No, niente di niente, anzi, visto che la cosa per il comune era niente e noi siamo niente, il 29 aprile hanno fatto una delibera, la famosa 142 svuota Rsa.
Delibera che completamente esclude tutti dal diritto di avere il contributo, basta avere un conto in banca o alle poste o una casa di proprietà.
Mi scrivono che la signora Alessandra Sciarpa, cioè mia mamma, non ha piu diritto a nessun contributo, nessun aiuto.
Dai primi di maggio 2015, autotassandoci per pagare un legale con la nostra associazione famigliari dei malati Aforsat con a capo la Maria Laura Calcagnini, ci siamo messi all’opera con varie riunioni, assemblee ed altro e il risultato è stato pressoché negativo da parte del comune.
Anzi, anche sotto invito a partecipare alle riunioni, hanno solo disertato fino a quando siamo scesi in piazza a settembre invitando il comune ad ascoltarci, a riceverci come associazione Aforsat.
Con noi al momento sta lottando per i nostri diritti il consigliere Daniele Sabatini. Per avere spiegazioni, dopo inviti e fischi, ci vediamo presentare in piazza sindaco e vicesindaco.
E da lì, con sorrisi baldanzosi e carnevaleschi, anche se eravamo fuori stagione, iniziano le promesse non mantenute fino ad oggi.
Promesse che avrebbero trovato i fondi, promesse che tutto si sanava. Da lì solo che silenzio finché noi ogni tanto tornavamo all’attacco, presenti anche a quella specie di consigli comunali. In un asilo la situazione è più carina.
Dopo vari tentativi ci sentiamo di nuovo dire “risolviamo, anche a rate, paghiamo, faremo una riunione con i direttori delle strutture per tranquillizzarle” perché, come nel mio caso, già ci sono i conguagli e siamo sui 14mila euro.
Riunione fatta, tutti d’accordo, ma come sempre nulla di nero su bianco. Sta per finire il 2015, tutto tace. Il 31 nel pacco di fine anno “abbiamo trovato i soldi”, ci viene spiegato. Sarà un’altra presa in giro, io penso proprio sì.
Ora che fare? E’ iniziato il 2016, è finito gennaio, il debito con le strutture aumenta, la delibera 142 della vergogna non è stata ritirata. Ci sono dei ricorsi al consiglio di Stato, ci sono delle denunce in corso, come andiamo a finire?
Il comune sta per saltare, beh, ora ci sta, siamo in pieno periodo carnevalesco, loro si divertono, a fine mese le tasche sono piene, senza nessuna vergogna, senza un pizzico di umanità, senza un pelo di vergogna e le Rsa stanno così.
Chi se ne frega le strutture si svuoteranno e i disoccupati aumenteranno. Grazie amministrazione viterbese, grazie a tutti. Ah, dimenticavo, pensate alle cazzate di 30/40 anni fa, pensate a sprecare soldi per le stupidaggini.
Santa Rosa benedetta aveva bisogno anche del biglietto di ritorno da Milano Expo: i soldi per i fine settimana a Milano Expo c’erano, per far tornare Fiore del cielo non ci sono.
Io comunque non mi fermo, continuo a lottare per le Rsa, per mia mamma e voi. Vergognatevi.
Mauro Perelli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY