Viterbo – Ebbene sì, perfino Cambridge si è piegata. E ha chiesto a Giuseppe Fioroni di tenere una lezione magistrale sulla sua logica politica.
E sì perché sembra che la logica fioroniana abbia rivoluzionato il pensiero che ha guidato il secolo breve. Il Novecento. Altro che Ludwig Wittgenstein, Alfred Tarski, Gottlob Frege. Qui siamo ai livelli dei grandissimi Aristotele, Leibniz, Kant, Gödel.
Sembra che perfino Cambridge si sia accorta della logica fioroninana che va oltre la logica fuzzy.
La lezione di Fioroni ha avuto come argomento centrale: “Come si costruisce una giunta o un esecutivo in genere che crolli sotto il suo stesso peso”.
La giunta Michelini è il modello di riferimento della nuova teoria e strategia politica. Un vero paradigma.
Vista la complessità della sua logica, il buon Fioroni è costretto a procedere nella sua lezione a suon di metafore.
“Costruire una giunta che al primo colpo di tosse imploda – spiega Fioroni nella sua lezione magistrale – è semplicissimo. Ma, come si sa, niente è più complesso della semplicità.
Immaginate di costruire una casa. La prima cosa sono le fondamenta. Ebbene si parte subito con una mia idea, che, modestia a parte, è geniale. Ecco io le fondamenta le farei di marzapane. Il primo piano di cartone.
Poi un bello strato, tra un piano e l’altro, di amianto. Quindi se proprio volete andare sul sicuro il secondo piano lo costruirei con materiale radioattivo. E poi giù con materiali più diversi. Un piano di gommapiuma. Uno di cioccolata. Un altro di fango. Quando avete terminato i materiali, ci mettete una bella mansarda di panna montata. E per tetto una solida struttura in cemento armato. Aspettate e in meno di due anni tutto crolla. Una magnificenza. Una bellezza. Tutto, ma proprio tutto crolla. Io quando vedo una giunta comunale che crolla, non so perché, godo come un riccio”.
Uno sciocco alunno di Cambridge si alza e fa la solita domanda ingenua: “Ma a che serve una giunta che si sa già che crollerà?”.
“Una domanda da quinta elementare altro che università. Dilettanti della politica”, pensa tra sé e sé Fioroni.
“Intanto – argomenta l’ex ministro – se tu riesci far costruire una casa che sicuramente crolla, hai dimostrato che sei il padrone. Che sei il più furbo. Sei… il capobranco. Tutti sono capaci a far costruire una casa che duri nel tempo. Il bello è far costruire una cosa e una casa che sia priva di senso. E poi…”.
“E poi?”, incalza lo sciocco alunno di Cambridge trasecolato per lo sgangherato argomentare.
“E poi – e qui il ghigno di Fioroni si trasforma in un sorriso bambinesco di somma goduria – vuoi mettere quanto è divertente vedere il crollo di una casa con tutto il marzapane e il cioccolato che schizza? Vuoi mettere che divertimento c’è a sentirsi chiamato da tutti ogni cinque minuti, perché tutti pensano che tu hai la soluzione al problema?
E sì perché questi scioccoloni quando gli dai un ordine pensano che tu abbia in mente una strategia. Uno scopo. E chiedono. Domandano. E tu li pacioso: “Fate questo e fate quello”. Ancora cose senza senso. Ma rimarchi che sei il capo. Vuoi mettere. E lo scopo proprio non c’è. I communisti pensano addirittura che esistano cose tipo “il bene comune”, “il benessere dei cittadini”. Ora ne dico due grosse. Ma grosse. “La giustizia”. “La libertà”. Tutte nostre invenzioni. A cui quei quattro communsti credono ancora. Incredibile”.
“Ma allora qual è lo scopo?”, insiste sempre lo sciocco alunno di Cambridge inebetito dal pensiero ultrafuzzy dell’unico discepolo vivente di Andreotti.
“Insomma ma voi non studiate – rimprovera Fioroni col dito alzato -. Non state attenti. Non capite. Lo scopo è il potere per il potere. A questi livelli, come ci ha insegnato il sommo Andreotti, che dio lo abbia in gloria, il potere è arte. E’ pura metafisica. E’ solo forma. E’ pura mistica. C’è perfino il rischio di diventar santi, sapete. Perché il potere per il potere è un astratto orgasmo continuo…”.
Fioroni mentre parla chiude gli occhi e immagina il crollo mistico della giunta Michelini & c. “Un’opera d’arte – sussurra a sé stesso -. Un’opera d’arte. Una vera opera d’arte… Incredibile di cosa sono capace. E dire che quel nanetto rosso di Serra pensa di essere lui a mandare a casa Michelini. Ma la verità è che sono io che ho edificato questa giunta in modo tale da vederla crollare… Un vero crollo mistico che dimostra che il potere per il potere esiste”.
“Ma quale è stata la mossa più geniale nelle costruzione della giunta Michelini?”, torna a domandare lo sciocco alunno di Cambridge.
“Beh, non posso svelare tutti gli ingredienti di una giunta che non deve funzionare e che deve implodere – afferma professorale Fioroni -. Ma credo che aver trovato prima una persona, magari in po’ lentina ma perbene, come Michelini e poi avergli messo alle costole una guastatrice come la vicesindaca Lisetta, siano state le mosse più azzeccate. E poi Barelli. E poi Saraconi… Insomma di bombette nei punti giusti le ho messe.
E pensare che ci sono caduti tutti e nessuno si è mai posto qualche problema. Bastava che dicessi: “in questa giunta ci metterei una di Forza Italia con esperienza da sindaca”. E tutti a cercarla e subito la facevano assessore. Tutti ci sono cascati. A parte quel communista di Galeotti. Ma non fa testo, quello non capisce”.
Ovviamente è inutile chiedere a Fioroni perché un dirigente del Pd dovrebbe creare un partito antagonista allo stesso Pd. La risposta sta tutta nella logica politica ultrafuzzy che va al di là del principio di non contraddizione e… del bene e del male.
E che Friedrich Nietzsche ci perdoni.
Ernie Souchak
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