![]() Andrea De Simone |
Riceviamo e pubblichiamo – In Italia sono un milione e 944mila i giovani tra 25 e 34 anni senza lavoro. Un numero che ci fa guadagnare il primato negativo in Europa per il più alto tasso di giovani inattivi: 25,9% a fronte del 15,7% della media Ue.
La situazione del mercato del lavoro giovanile nel nostro Paese è fotografata in un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato in cui si rileva che la crisi pesa sulle spalle dei giovani: tra il 2008 e il 2011 gli occupati under 35 sono diminuiti di un milione e 130mila unità, pari al -15,6%. La flessione in Italia è di intensità doppia rispetto all’Eurozona dove il calo è stato del 7,1%.
Ma all’Italia dei giovani disoccupati si affianca un Paese che di lavoratori ha bisogno e che li forma con lo strumento dell’apprendistato, una strada per avvicinare i giovani al mondo del lavoro. Nel nostro paese gli apprendisti sono 530.368 e, tra i giovani con lavoro dipendente, il 19,5% per cento è occupato con questo tipo di contratto. In particolare l’artigianato è il settore con la maggiore vocazione all’utilizzo dell’apprendistato: sono 194.495 gli apprendisti occupati nelle aziende artigiane, il 31,6% del totale. A Viterbo e nella provincia il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono con questo contratto, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane.
Nel Lazio sono 52.190 gli apprendisti il 9,8 % della popolazione. Nella Tuscia, al 31 dicembre scorso, i giovani con contratto di apprendistato professionalizzante erano 7.207 (solo il 34,7 per cento le donne); di questi, 574, appena l’8 per cento, seguivano corsi di formazione; 153 i titolari di contratto di apprendistato in alta formazione.
“La riforma dell’apprendistato voluta dal ministro Sacconi, entrata in vigore lo scorso 25 ottobre, e la misura del decreto sviluppo sulla decontribuzione per gli apprendisti – commenta il segretario provinciale di Confartigianato Andrea De Simone – potranno contribuire a rilanciare il contratto e a ridurre la distanza tra i giovani e il mercato del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione, dall’altro le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità”.
Il tasso di inattività tra i giovani tra i 25 e i 34 anni al centro Italia è del 21,2%. E’ del 23% nel capoluogo della Tuscia, sale al 27,9% nella fascia di età 15-24 anni, scende al 21,9% nella fascia 25-34 anni. Tasso di disoccupazione del 10,6%.
Confartigianato Viterbo
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