Viterbo – Maggioranza allo sfascio, il consiglio comunale si trasforma in una bettola.
Il centrosinistra non ha i numeri, ma dà i numeri. Ieri, rimasti in tredici, con i sette del Pd ancora sull’Aventino, provano a mostrare i muscoli, ma devono scappare in ritirata.
Dall’altra parte anche l’opposizione conta tredici consiglieri e fa il buono e il cattivo tempo. L’amministrazione Michelini, semmai c’è stata, ieri si è liquefatta.
Dopo avere approvato la delibera sui revisori dei conti vorrebbe anticipare il punto su Chicco Moltoni (Gal) e la pratica sull’accertamento dell’incompatibilità. Il centrosinistra ha tutto l’interesse a votare il punto. Se Moltoni decade, subentra un consigliere eletto in Oltre le mura. Un voto che torna al centrosinistra, visto che Moltoni è andato oltre le mura, è all’opposizione.
Ma sono schiaffi. Per il sindaco Michelini. L’anticipazione del punto è bocciata. E il clima si scalda.
Vota anche il diretto interessato, anche se un parere del segretario generale precisa che avrebbe dovuto astenersi.
Parere respinto al mittente dall’opposizione. Bollato come assurdo. Dalla (fu) maggioranza, Paolo Moricoli (Moderati e riformisti) protesta. Ma chi lo sente.
Volano parole pesanti, l’assessore Giacomo Barelli, che ha presentato la pratica, alza la voce. Il consigliere Goffredo Taborri lo rimette al suo posto: “Deve stare zitto e parlare solo quando interpellato”.
Poi si sente alzare la voce, nella stanza accanto, Filippo Rossi (Moderati e riformisti). Non tira proprio una bella aria.
Bocciata l’anticipazione del punto, si passa al successivo all’ordine del giorno: il mattatoio. Si fa fatica a capire di cosa si sta discutendo. Chi grida, chi esce dal consiglio.
Pure il presidente, Marco Ciorba, a un certo punto lascia la sala. Poi rientra.
Paolo Moricoli si dà da fare. Una delibera importante come la gestione del mattatoio, non è più così importante, se lo stesso consigliere di maggioranza chiede di sospendere la discussione e il consiglio. Il centrodestra insorge.
Quasi tutti i consiglieri di maggioranza (si fa per dire) escono. Poi si riprende.
Il centrosinistra vorrebbe fermarsi. E’ un massacro. Una tragedia che finisce in barzelletta.
Per impedire il proseguimento dei lavori, Filippo Rossi mette in votazione una proposta singolare: proseguire i lavori. La maggioranza, cioè i suoi colleghi, vota no.
Il centrosinistra vota sì e siccome pure questa votazione finisce in parità, da regolamento prevale il no e può battere in ritirata. Si va tutti a casa. E la pratica mattatoio, così importante, è ritirata. Deve tornare in commissione. Chissà quando.
Una coalizione con le ossa rotte esce dalla sala del consiglio solo grazie a un’intuizione di Rossi.
Fa mettere al voto il proseguimento della seduta. Maggioranza contraria, opposizione a favore, ma finendo in parità la proposta è bocciata e il consiglio comunale si chiude.
Rinviando il punto sul mattatoio e avendo approvato solo la delibera sui revisori dei conti.
Sfruttando il regolamento, getta un salvagente a Michelini. Troppo tardi, però. La nave è affondata da un pezzo.
Giuseppe Ferlicca
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