Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La macchina di Santa Rosa Fiore del cielo abbandonata a Expò. O meglio a quella che è stata l’area di Expo 2015.
Usciti dal casello autostradale di Milano, proseguendo la tangenziale che costeggia Rho–Fiera, ci facciamo accompagnare dal tassista a fare un giro intorno a quello che, fino a pochi mesi fa, era l’Expo 2015. Troviamo tutte le entrate chiuse con enormi catene e robusti lucchetti.
Dentro il perimetro invalicabile, tra le molteplici gru, enormi capannoni dismessi, tralicci metallici in fase di smontaggio e i numerosi grattacieli si intravede, a malapena con difficoltà, la figura di una giovinetta infreddolita, che qui, ai più, appare sconosciuta, dritta, immobile, in piedi, quasi condannata da un’incredibile tortura.
Sullo sfondo un cielo che più grigio non si può e poi vento, freddo e pioggia. Chiediamo all’autista del taxi, quasi come nel film “Totò, Peppino e la malafemmina”, : “Excuse me! Lei è di quà?”. “Dica” risponde lui. “Noio… volevam… volevàn savoir… cos’è quel traliccio indecifrabile con una statua in cima?”.
E lui:”Eh, ma bisogna che parliate l’italiano, perché io non vi capisco”. E allora noi: “Per caso sa che cosa rappresenta quella struttura con in cima la statua di quella che sembra una ragazza?”. Risposta: “No, non saprei proprio!”.
“Quella è la Macchina di Santa Rosa – spieghiamo-. Quella che si trasporta la sera del 3 settembre a Viterbo… lo dovrebbero sapere tutti… e in cima c’è la santa patrona di Viterbo!”. “Ah, bravi! Proprio bravi… – ci ammonisce il tassista – e non vi vergognate? Una santa patrona abbandonata e trattata così? Vi fate proprio una bella pubblicità.
Ma, se è vostra, vi consiglio di portarla via al più presto perché qui, si sente dire in giro, che debbano costruire lo stadio del Milan! Non vorrei che vi mandassero una serie di imprecazioni… senza sapere che quella è una santa!”.
“Ah! Bene! Grazie delle preziose informazioni che ci sta dando! Non è colpa nostra – diciamo -, e la statua non è propriamente nostra.
Volevamo soltanto vederla per curiosità! Appena rientriamo a Viterbo riferiremo subito il fatto al sindaco Michelini e all’assessore Barelli che si sono interessati, precedentemente, della cosa.
Sa, in questi giorni sono tutti molto impegnati per salvare l’amministrazione comunale di Viterbo”.
Umiliati e dispiaciuti, per la sorte della gloriosa Macchina e, ancor di più, per la sorte della nostra santa protettrice, ci facciamo riportare dall’autista del taxi al punto di partenza con la consapevolezza di aver provato vergogna nel nostro essere viterbesi.
Viterbesi a Milano
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