Viterbo – (g.f.) – Nel deserto del centro storico di Viterbo.
Se a Orvieto nel cuore della città vive il 26 per cento degli abitanti e a Siena il 21 per cento, a Viterbo solo il 10 per cento ha scelto di rimanere all’interno delle mura. Un deserto.
Invertire la tendenza, riportare cittadini in centro, rivitalizzandolo, è uno degli obiettivi del masterplan che l’assessorato all’Urbanistica del comune intende realizzare in collaborazione con il Dipartimento di architettura e progetto della Sapienza.
Alla sala Regia di palazzo dei Priori, nel pomeriggio, un primo incontro.
“Il 10 per cento – dice Manuela Raitano della Sapienza – è un dato sbilanciatissimo. Ci sono anche gli stranieri non residenti, ma non riescono ad alzare un dato comunque basso.
Il viterbese sceglie di delocalizzarsi. La tendenza del centro storico a svuotarsi è comune ad altre realtà, mentre Viterbo tiene sul fronte della densità abitativa.
Seppure sia inferiore del 25 per cento rispetto a Siena. Non è un disvalore, ma un indicatore.
Più è basso e minore è la vitalità dell’ambiente urbano e il commercio ne risente. Con chiusure d’esercizi”.
Il direttore del Dipartimento di architettura e progetto della Sapienza Piero Ostilio Rossi ricorda come il masterplan non è uno strumento urbanistico, ma d’indirizzo e per il responsabile scientifico Orazio Carpenzano, nel portare avanti il lavoro, il centro e la periferia vanno considerati come parti della stessa realtà: “Non si possono separare, sarebbe un grave danno farlo.
A Viterbo va evidenziato il tema delle tradizioni e dei miti viterbesi. Può portare grandi risorse, anche economiche. La città della cristianità, il paesaggio delle mura”.
Ad aprire i lavori, l’assessora Raffaela Saraconi, la chiusura dell’incontro, al sindaco Leonardo Michelini.
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