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Civita Castellana - Ieri l'autopsia sulla 61enne

Morta dopo il ricovero, aneurisma tra le possibili cause

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Civita Castellna - L'ospedale Andosilla

Civita Castellana – L’ospedale Andosilla 

Civita Castellana – Potrebbe essere stato un aneurisma a stroncare la 61enne morta dopo il ricovero all’ospedale Andosilla di Civita Castellana. E’ una delle prime ipotesi, dopo l’autopsia eseguita ieri al cimitero San Lazzaro di Viterbo. Per confermarla o smentirla, ci sono sessanta giorni di tempo: quelli che il medico legale Manuela Turrillazzi, incaricata dalla procura, si è presa per ultimare la relazione sulle cause del decesso, in collaborazione con il cardiologo Gabriele Di Giammarco.

Sette, attualmente, i medici dell’ospedale civitonico indagati per omicidio colposo, dopo la morte della signora. Lavorano tutti nello stesso reparto in cui la donna è stata ricoverata per alcuni giorni, prima che il suo cuore si fermasse. L’iscrizione nel registro degli indagati, in questi casi, è un atto dovuto. Gli avvocati Remigio Sicilia e Giuliano Migliorati, difensori dei medici, hanno nominato dei consulenti di parte che seguiranno l’evolversi degli accertamenti medico-legali. Per i familiari della 61enne, assistiti dall’avvocato Franco Taurchini, c’era il dottor Fabio Ricci, ieri mattina, in qualità di consulente tecnico.

Tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, la signora aveva più volte accusato malori sospetti. Dimessa dopo una prima visita all’ospedale Andosilla, ci era tornata una seconda volta il 5 febbraio. Secondo quanto denunciato dal marito agli agenti della squadra mobile di Viterbo, era stata ricoverata all’ospedale civitonico solo per la sua tenace insistenza.

Sarebbe stato il cardiologo che l’ha visitata ad accorgersi, due giorni più tardi, che il quadro clinico era disperato. Per questo è stato tentato un trasporto d’urgenza in elicottero dall’Andosilla a Belcolle. Ma era già tardi: la donna è morta poco dopo l’arrivo all’ospedale viterbese.

Le indagini si muovono su un doppio binario: quella aperta dalla procura e quella interna della Asl, come vuole la prassi in questi casi. La squadra mobile di Fabio Zampaglione continua a passare al microscopio le cartelle cliniche e tutta la documentazione sanitaria della paziente per ricostruire tutti i passaggi, dal primo ricovero della al trasporto d’urgenza – purtroppo inutile – a Belcolle.


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16 febbraio, 2016

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