San Martino al Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – In abbandono il palazzo Doria Pamphili.
Il palazzo Doria-Pamphili di San Martino al Cimino perde i pezzi lungo un cammino di incuria e abbandono dopo lo scioglimento dell’Ente provinciale per il turismo (poi Apt) che lo acquistò negli anni Ottanta del secolo scorso, lo restaurò con fondi regionali ed europei, vi fissò la sede istituzionale e ne fece un centro congressi ed espositivo.
A mente ricordiamo eventi di grande interesse come convegni di varia natura (medici soprattutto), meeting operativi, la grande mostra sui Fiamminghi (“Il dipingere di Fiandra”), colazioni di lavoro, sfilate di moda, convention turistiche, pranzi di lavoro ed altro.
Il palazzo venne chiuso nel giugno 2012 in seguito all’abolizione dell’Apt per passare in proprietà della Regione Lazio che lo amministra attraverso l’assessorato al Patrimonio. Da allora non è stato più riaperto né utilizzato e giace in uno stato di triste abbandono che rischia di vanificare i lavori di restauro che vennero eseguiti negli anni Novanta.
Dal tetto penetrano in più punti le acque piovane, l’umidità corrode le pareti degli interrati, alcune grondaie fuori uso danneggiano la facciata, i topi ritornano a circolare dopo la risolutiva derattizzazione degli anni iniziali, la polvere corrode gli arredi e via discorrendo.
Recentemente tutte le associazioni di San Martino si sono riunite per una campagna di sensibilizzazione che ha portato ad una serie di incontri come quello di circa tre mesi fa con alcuni funzionari regionali. Ma nulla altro. Si sta ora organizzando un ciclo di conferenze dal titolo emblematico “Sulle orme di Olimpia” per accrescere se non altro la conoscenza di luoghi, fatti e personaggi legati allo storico casato. Ma non basta. .
Che fare? In prima battuta occorre un intervento della Regione per rimettere a norma tutti gli impianti e rendere fruibile la struttura. Non è facile. Ci vogliono volontà, tempo e soldi. Esistono a San Martino forze vive che potrebbero essere utili nelle varie fasi di ripristino e soprattutto in quella della utilizzazione e gestione. Il discorso è aperto ed ogni soluzione è da incoraggiare.
“Il palazzo Doria Pamphili – sostiene Antonio Rocca direttore artistico di “Egidio 17” – fa parte di quel grande patrimonio rinascimentale-barocco di cui è dotata la nostra città ed i suoi dintorni. E’ nostro obiettivo sostenere tutte quelle iniziative che possano far riemergere da un lungo anonimato spazi e monumenti post medioevali che caratterizzano gran parte della città”.
Vincenzo Ceniti
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