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Viterbo - Ok dai sindaci per un mandato esplorativo - Si cercano soci che portino capitali e conoscenze

Talete chiede aiuto ai privati

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Mauro Mazzola e Salvatore Parlato

Mauro Mazzola e Salvatore Parlato

Talete - Giovanna Marini e Giampaolo De Paulis

TGiovanna Marini e Giampaolo De Paulis, consiglieri Talete

L'assemblea Talete

L’assemblea Talete

Il presidente di Talete Salvatore Parlato

Il presidente di Talete Salvatore Parlato 

Viterbo – (g.f.) – Talete chiede aiuto ai privati.

Via libera dall’assemblea dei sindaci al consiglio d’amministrazione, per ricercare possibili soci in grado di portare soldi e conoscenze e rilanciare la società idrica.

Dopo avere approvato un bilancio che ha visto calare le perdite da oltre quattro milioni rispetto alla precedente versione a 21mila euro, è tempo di guardare avanti. Il tanto temuto arrivo dei privati?

L’assemblea dei soci vota all’unanimità il mandato esplorativo per la ricerca di partner in grado di supportare Talete. Con l’astensione del comune di Vignanello.

Diversi sindaci hanno ritenuto opportuno ribadire che l’acqua è pubblica e pubblica deve restare.

Il presidente Salvatore Parlato raccoglie la raccomandazione. Ma acqua pubblica è una bella espressione, buona al massimo per riempirsi la bocca. Servono fatti per mantenerla tale.

“Chi vuole garantire la maggioranza pubblica – dice Parlato ai sindaci – deve mettere soldi pubblici. Mettere oggi un vincolo, equivale a dire che poi tutte le decisioni sono vincolate. Compreso l’impegno di finanziamento pubblico”.

Cioè quella ricapitalizzazione che i comuni negli anni non hanno potuto/voluto fare.

“L’indirizzo pubbliclo lo accogliamo. Oggi parliamo di un mandato esplorativo, ma concreto. Noi prepariamo la proposta che poi sarà nuovamente discussa, quindi andrà votata in assemblea straordinaria. La sola e unica certezza è il vosto voto”.

La parola finale spetta comunque ai sindaci – soci. Non a caso Talete oggi si trova come si trova.

Nel futuro di Talete, il presidente Parlato vede soci con due caratteristiche principali: “Solidità finanziaria e competenze tecniche per far crescere la società e offrire ai cittadini un servizio migliore. Fermo restando l’impegno fin qui portato avanti dai lavoratori. Si sono caricati sulle loro spalle un onere pesante”.

Il mandato ottenuto, esplorativo,  per costruire un piano industriale fondato sull’aggregazione. “Gli obiettivi – anticipa Parlato – sono garantire i livelli occupazionali, ottenere investimenti tali da permettere alla società d’erogare un servizio superiore qualitativamente rispetto a oggi e garantire la sicurezza dei cittadini serviti e al contempo fare in modo che eventuali investimenti e relativi costi non finiscano per pesare sulle tariffe.

Inoltre, garantire l’espansione della società con gli altri comuni non ancora serviti”. Mentre con altri enti va fatta chiarezza: “Non sfugga a nessuno che è quantomeno imbarazzante avere una continuità aziendale con soci che fanno decreti ingiuntivi verso la loro società”.

Per crediti che vantano verso Talete: “Dbbiamo cambiare approggio, con piani di rientro per tutti i creditori, soci compresi”.


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20 febbraio, 2016

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