Viterbo – (m.l.r.) – Faggete vetuste patrimonio dell’umanità, presentata ufficialmente la candidatura.
Il 28 gennaio scorso all’attenzione dell’Unesco è arrivato il corposo dossier che riunisce 67 siti europei candidati all’ambito riconoscimento. Solamente il giorno prima, il 27 gennaio, gli ambasciatori Unesco in rappresentanza degli stati membri si erano incontrati a Parigi per sottoscrivere il dossier e iniziare ufficialmente il processo di realizzazione della rete europea delle foreste vetuste di faggio come patrimonio naturale dell’umanità “Beech Forests – Joint Heritage of Europe”.
L’Italia partecipa con 10 siti per una superficie di 2.127 ettari con le caratteristiche di eccezionale valore universale.
A lavorare attivamente per il riconoscimento ci sono i ricercatori e i docenti del dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia, che dal 2012 preparano la strada all’ambito riconoscimento.
Tra i dieci siti italiani in corsa c’è la faggeta di Monte Cimino (Soriano nel Cimino). Il sito è candidato ad essere riconosciuto come monumento naturale. La faggeta è uno tra i siti seriali più caldi e secchi, le piante raggiungono dimensioni molto elevate grazie a particolari equilibri dati principalmente dal terreno e dal clima.
I dieci siti italiani, oltre alla foresta vetusta del monte Cimino nel Comune di Soriano del Cimino, sono la foresta vetusta di Cozzo Ferriero nel parco nazionale del Pollino, la foresta vetusta di Sasso Fratino nel parco nazionale delle foreste Casentinesi – Monte Falterona- Campigna, il cluster di foreste vetuste di Val Cervara, Coppo del Principe, Coppo del Morto nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la foresta vetusta di Oriolo Romano, la foresta vetusta della Foresta Umbra nel Parco Nazionale del Gargano.
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