![]() Il presidente di Fare Verde Massimo De Maio |
![]() La sala del convegno di Fare Verde |
– Si è svolto a Montalto di Castro nella sala del complesso monumentale San Sisto, il convegno – dibattito dal titolo “Meno e meglio” organizzato dall’associazione ambientalista Fare Verde, che festeggia i 25 anni di vita.
E l’associazione per superare l’attuale crisi economica punta sulla “decrescita felice”.
“Sta finendo un’epoca storica iniziata con la rivoluzione industriale – ha detto il presidente del movimento per la decrescita felice Maurizio Pallante – dobbiamo proporre un modello energetico alternativo. La decrescita è la strada da percorrere. Servono tecnologie meno invasive per l’ambiente ma allo stesso tempo occorre produrre meno rifiuti e eliminare gli sprechi. Siamo coscienti che la crisi rimette in discussione gli stili di vita delle persone. La galassia dei movimenti locali – ha concluso – crei legami per diventare protagonista e non antagonista.”
Dopo i saluti di Fabiola Talenti e Silvano Olmi, rispettivamente consiglieri comunali a Montalto di Castro e Tarquinia, è toccato a Giancarlo Terzano ripercorrere la storia di Fare Verde che da sempre ha criticato il modello di sviluppo.
“Abbiamo superato i limiti ecologici del pianeta – ha detto il presidente nazionale di Fare Verde Massimo De Maio – non ci sono più spazi di crescita economica. Una crescita esponenziale e infinita è impossibile. Le fonti fossili vanno verso l’esaurimento, il riscaldamento del pianeta è un fatto accertato, c’è una sovrapproduzione di merci e le crescita non incrementa il benessere. Non basta rallentare – ha concluso – bisogna cambiare rotta e riportare i livelli di produzione e di consumo in limiti accettabili”.
Lo scrittore e critico letterario Giuseppe Giaccio, ha avuto un approccio più filosofico. “L’economia – ha detto – non è una tecnica per la crescita infinita ma va intesa come la cura e gestione della casa. C’è bisogno di un primo confronto con la politica che dovrebbe accogliere questa istanza”.
“Decrescere è l’elemento della sfida reale di oggi – ha detto Eduardo Zarelli – mentre la politica intende la crescita come indispensabile, come se fosse una dimensione naturale”.
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