Viterbo – 21.20 – Le conclusioni spettano al sindaco Leonardo Michelini.
“Sono per ripartire – dice Michelini – ci credo. a breve un incontro con tutta la mia maggioranza, se ci sono le condizioni. Non farò il sindaco a dispetto di qualcuno, ma non voglio tradire gli elettori”.
Si va verso un chiarimento, se possibile e verso un programma di scopo. Nelle intenzioni del primo cittadino. Di sicuro alle 21.20 c’è solo che si va a cena. Su tutto il resto, si vedrà.
– 21.02 – Altro scoop, Filippo Rossi (Viva Viterbo) indossa i panni del pompiere: “Dobbiamo fare un punto e a capo, lo dico a tutta la maggioranza. Poche cose concrete da fare.
Proviamo a trovare 5 o 6 cose concrete e la palla passa al sindaco, definiamole tutti insieme, con il confronto stretto insieme all’opposizione.
Il mio appello forte e concreto è per fare un patto su cose specifiche su quanto fare. Davanti ai cittadini. E’ possibile, perché sono più le cose che ci uniscono da quelle che ci dividono”.
– 20.51 – Arrivati a quasi le 21, colpo di scena. Maurizio Tofani (Oltre le mura) non ci ha capito niente. “Già discutere come abbiamo fatto oggi – osserva Tofani – è importante. Il confronto deve essere chiaro, sennò si fa confusione.
Ma fatemi capire, il Pd quest’amministrazione la vede in modo positivo o negativo? Mi pare che il partito abbia detto che vada bene e si debba andare avanti”.
Tofani continua a non capire. La pratica mattatoio, che è di un assessore espressione dei sette Pd, non la votano. “Fare quella votazione inficia quanto fatto. Una delibera del genere, con un assessore vostro, e vi astenete…”.
Quindi a Michelini: “La responsabilità di fare il sindaco è grande e chi l’ha presa la deve portare fino in fondo”.
Tofani non capisce quelli del Pd, ma Taborri non capisce Tofani: “E tutte le giravolte che hai fatto”. La risposta per il consigliere Oltre le mura è nei verbali dei consigli comunali.
– 20.45 – Christian Scorsi è ottimista come il suo collega di partito Aldo Fabbrini e si affida alla matematica: “Noi oggi in aula siamo quasi al completo, tutto il Pd. Un ritorno importante.
La maggioranza c’è e su progetti e idee per la città può andare avanti. Vivo Viterbo e anche la crescita rispetto al passato. Parlo di quello che vedo”.
– 20.40 – Martina Minchella ha un’idea: “Sindaco, credo che il Pd oggi le abbia rinnovato la fiducia alla sua amministrazione”.
Anche Micci dall’opposizione si rivolge a Michelini, chiedendosi come mai insista nel fare ancora brutte figure.
– 20.35 – Si scontrano sindaco e Insogna (Gal), per Buzzi (FdI) siamo alla frutta, mentre Ubertini (FI) ricorda che tra poco saranno tre anni d’amministrazione Michelini e i risultato sono tutt’altro che soddisfacenti. “Sindaco, dopo una serata come questa mi chiedo come faccia a non rassegnare le dimissioni.
Con un minimo di dignità si dovrebbe dimettere. Lei non ha più una maggioranza”.
– 20.28 – Troppo comodo stare in maggioranza e fare opposizione. Livio Treta (Lista civica) è decisamente meno buono di Fabbrini. “Ci vogliono le palle per fare la politica. Si sapeva che dopo il 24 febbraio si tornava in consiglio comunale. Prendete atto, prendete decisioni. Si va a casa. O uno c’è o uno non c’è in maggioranza.
Purtroppo non sono buonista. Se ci si dichiara liberi, si decida. Ci faccia cascare domani mattina e si assuma le proprie responsabilità. Ma che consigliere di maggioranza sei? Astenersi, non venire. Hai avuto il mandato per governare”.
Quindi alle assessore Perà e Troncarelli: “Perché pure voi non vi siete dimesse? Potevate anche voi mandare tutti a casa. Invece zitti zitti nessuno ha fatto niente”.
– 20. 23 – Aldo Fabbrini è sempre del Pd, ma zona Popolare: “Sono sconcertato. Se siamo in queste condizioni è perché manca la politica. Non si discute e si parla tra sordi. Forse dovremmo condividere più tra noi le vicende. Ci si riunisce a compartimenti stagni invece.
Sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Ho pregato Serra di non dare le dimissioni, come ho suggerito all’amico Volpi di dimettersi. Il suo ragionamento non può che sfociare a questo. Chi sta in un partito deve comprendere le ragioni dello starci e del porsi”.
Quindi spera che partendo da quanto detto da Serra, gli obiettivi da raggiungere, il sindaco e la maggioranza possano ritrovare gli stimoli”. Anche Fabbrini rimette il mandato da vice capogruppo e spera che presto si possa trovare nel gruppo i sostituti.
– 20.20 – Mario Quintarelli fa parte dei sette Pd: “Daniela Bizzarri è in corsa per la medaglia – dice riferendosi alla collega e al discorso sulle assenze – quello che abbiamo fatto il 17 dicembre con il comunicato è per la città.
A me se il Pd mi butta fuori, non importa niente. Mi sento libero. Non ci siamo mossi per il partito. Abbiamo lavorato per migliorare l’amministrazione e per la città”.
– 20.15 – Goffredo Taborri si è fatto un’idea dei sette del Pd: “Vorrebbero ma non possono, il contrario di quello che io ho fatto in venti anni, da uomo libero. Quello che mi preoccupa è che oggi abbiamo i 7, ma da quello che si è visto è solo una presenza fisica. La situazione di stallo prosegue.
Il problema c’era e il problema rimane. Il futuro non sarà migliore rispetto a oggi”.
– 20.08 – Tocca Daniela Bizzarri (Pd) e ricorda a Serra che lui era il capogruppo di tutti i 12 e non 7. “Non doveva fare riunioni carbonare – osserva Bizzarri – c’è un solo Pd e deve rappresentare anche me.
Ci sono 4 consiglieri fra i sette che hanno fatto assenze, non hanno preso parte a riunioni di maggioranza, alle commissioni. In consiglio a garantire il numero c’era chi aveva come me preso 200 voti e non chi di voti alle elezioni ne ha presi anche 700. Avrei preferito che a tanto onore tanto onere”.
Poi un’altra frecciatina: “Credo che noi possiamo fare, ancora molto. Diversamente da chi non la pensa così e si è portato il compitino da casa”.
Niente nomi, ma poco prima Melissa Mongiardo intervenendo ha letto il suo discorso…
– 20.00 – “Andare dal notaio per me non sarebbe stato un problema”. Dal Pd, zona sette dissidenti, Marco Volpi spiega la sua posizione: “Io nel Pd ci credo, ho sentito il peso di una scelta verso gli altri e per il partito nella città.
Non servono riunioni di maggioranza. Con chi ci dobbiamo confrontare?”. Le conclusioni: “Io non mi dimetto, rimango.
Sono stato eletto, sono qui ma non credo che io possa considerarmi ancora in maggioranza”.
– 19.55 – Molto amareggiato, Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle). “Non vi ha votato il Pd – osserva De Dominicis rivolgendosi ai 7 Pd – ma i viterbesi. A loro dovevate rispondere”.
– 19.50 – Si apre il dibattito, Sergio Insogna (Gal) ricorda come altri prima dei sette Pd, lui stesso, Moltoni e Taborri, la scelta di passare all’opposizione ce l’hanno avuta. Invece Santucci sottolinea che nulla è cambiato. “Siamo 13 consiglieri a 13 – osserva Santucci – alla prossima delibera saremo di nuovo in parità.
Avete condannato la città, per quanto andremo avanti. Dire che il partito non ce lo ha consentito, non è una giustificazione che accetto”.
– 19.41 – Parla Melissa Mongiardo (Pd). Emozionata, si ritiene libera da mandato. Quindi libera da vincoli di partito.
“Voterò di volta in volta secondo coscienza, decidendo in autonomia i vari provvedimenti che arriveranno in consiglio”.
– 19.28 – Arriva il momento di Francesco Serra. Interviene per spiegare la situazione della crisi e il rientro oggi. “In questi mesi abbiamo chiesto solo che si attuasse il programma – dice Serra – oltre a dare il segno di un vero cambiamento”. Poi spiega come non era possibile andare dal notaio con la minoranza.
“Ho sperato invano che le cose cambiassero – poi continua Serra ricordando il lavoro in questi anni – si poteva fare. Per accorciare la distanza siderale fra quest’amministrazione e la città”.
Quindi annuncia le sue dimissioni da capogruppo. Resterà in carica, gli fa presente il presidente Marco Ciorba, fino alla nomina del successore.
– 19.25 – Al voto la delibera sul mattatoio. Stessa storia dell’emendamento. I consiglieri del Pd vicini a Serra restano ma non votano. I Popolari Pd sono favorevoli insieme agli altri gruppi delle liste civiche in maggioranza. L’opposizione esce. Approvata la delibera e conclamata la crisi. Che resta.
– 19.14 – C’è da votare un emendamento proposto da Paolo Simoni (Oltre le mura). La minoranza esce, a eccezione del Gal che resta e si astiene. Il Pd si divide: i consiglieri vicini a Serra restano ma non votano, gli altri sono favorevoli, insieme alle liste civiche. Approvato.
– 18.30 – Tocca all’assessora Perà spiegare il project financing dei privati. Lo chiede Maurizio Tofani (Oltre le mura). Rispetto alla prima stesura, ricorda Perà, i lavori a carico di privati, sono stati aumentati, è stato inserire un canone che non c’era ed è stato diminuito il periodo d’affidamento in gestione ai privati.
– 18.25 – Mattatoio, altre proroghe non se ne prevedono. Per impedire che la struttura chiuda, si pensa a un affidamento, attraverso una procedura, una manifestazione d’interesse coinvolgendo altre imprese. Tutto questo, mentre è in svolgimento la gara per l’affidamento del project financing. Lo fa presente il dirigente Manetti.
– 18.15 – “Questa delibera va dritta alla Corte dei conti”. E’ Santucci (Fondazione) a intervenire sul mattatoio. “Il comune ha prorogato perché non ha deciso sul da farsi – continua Santucci – e l’Anac si è espressa sostenendo come le proroghe siano passibili di danno erariale. Per diverse ragioni.
Oggi non si capisce dal primo luglio cosa succede. Il primo luglio il mattatoio consentirà un’altra proroga o lo chiuderà? Ci serve per capire su come votare sul project financing”.
– 18.08 – Mattatoio di nuovo in discussione. C’è la nota dell’anca di Cantone, col rischio che si verifichi un possibile danno erariale, dovuto alle proroghe concesse, dopo che l’affidamento alla società che attualmente gestisce la struttura è stato più volte prorogato. Nel frattempo la stessa società ha presentato il progetto per la futura gestione. “Ci sono state quattro proroghe – incalza Ubertini – conoscendo la situazione del mattatoio, non è possibile andare avanti così e la responsabilità è dell’amministrazione.
– 17.52 – Domani l’acqua, stasera il mattatoio, con la gestione e i progetto presentato da privati. E’ il punto successivo di cui si discute. L’assessora Perà presenta la delibera su cui il consiglio comunale, ma anche la commissione si è più volte divisa.
17.50 – Riprendono i lavori. Per uscire da una situazione complicata, al rientro pare che la riunione dei capigruppo ha stabilito di riunire d’urgenza domani mattina la prima commissione. Per discutere del referendum. Ma prima ancora c’è l’elezione del presidente e del vice presidente
17.22 – Consiglieri entrano e escono dalla sala, non si capisce bene cosa debba succedere. Atmosfera da anarchia totale, il pubblico continua a rumoreggiare.
– 17.03 – La pausa si prolunga. I capigruppo si dividono, quelli di minoranza proseguono la riunione al bar. E’ ora di un caffè. Per dare il tempo alla maggioranza d’elaborare un ordine del giorno per il mantenimento della gestione pubblica dell’acqua. Con cui impegnare il sindaco Leonardo Michelini. L’opposizione invece è per portare in commissione l’argomento e quindi tornare in consiglio comunale.
Intanto dal gruppo di cittadini partono cori da stadio e applausi ironici alla maggioranza.
– 16.13 – “Sono 60 giorni che vi siete nascosti”. Si parla dell’acqua, ma l’argomento scotta. Sergio Insogna (Gal) attacca. “Ci sono colleghi di maggioranza che su Facebook sono all’opposizione”. Poi si scontra con il sindaco Michelini sulla votazione all’assemblea Talete per la ricerca di soci privati.
Per trovare una via d’uscita alla questione referendum, il consiglio è sospeso, si riunisce la capigruppo.
15.47 – E’ il consiglio comunale del ritorno.
Il Pd rientra, i sette dissidenti rientrano nei banchi. Sono sei, assente Arduino Troili.
Con una novità non di poco conto, le dimissioni che erano nell’aria e annunciate all’incontro del gruppo democratico, da parte di Francesco Serra.
Lascia il suo ruolo di capogruppo. Giornata intensa, in sala ci sono anche rappresentanti del comitato “Non ce la beviamo”. Protestano per il referendum sull’acqua pubblica che rischia di saltare. Chiara Frontini chiede di discutere urgentemente l’argomento, convocando d’urgenza la prima commissione.
Non è possibile per il presidente del consiglio Ciorba, visto che l’argomento non è all’ordine del giorno, ma all’ordine del giorno non può esserci perché non passa in commissione. “Ma oggi siamo qui – ricorda Santucci (Fondazione) – per discutere del mattatoio e del referendum”.
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