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Marta - Milioni di uova di coregone nell'incubatoio Madonna del Monte

Nuova vita nel lago di Bolsena

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Marta - Incubatoio Madonna del Monte - Giuliano Rocchi rimuove le uova

Marta – Incubatoio Madonna del Monte – Giuliano Rocchi rimuove le uova

Marta - Uova di coregone nell'incubatoio Madonna del Monte

Marta – Uova di coregone nell’incubatoio Madonna del Monte

Marta - Uova di coregone nell'incubatoio Madonna del Monte

Marta – Uova di coregone nell’incubatoio Madonna del Monte

Marta – E’ veramente una gioia per gli occhi e un evento straordinario della natura quello che si ripete ogni anno e, in particolare, in questi giorni nell’incubatoio ittico Madonna del Monte di Marta, uno dei più grandi d’Europa, situato davanti al porto dei pescatori, dove milioni di uova di coregone hanno riempito le 30 delle 60 campane di vetro, chiamate di Zug, in attesa del tempo di maturazione, circa 37/38 giorni, in parte trascorsi e dove, stanno venendo alla luce una miriade di avannotti che a breve, andranno a ripopolare il lago di Bolsena.

Questo periodo, in particolare, nel fermo pesca al coregone, iniziato il 25 dicembre e conclusosi il 31 gennaio, le pesche pilotate, effettuate dai pescatori di Marta, nonostante l’anomala temperatura alta del lago, rispetto allo scorso anno, sono state veramente fruttuose, grazie alla cattura dei riproduttori più grandi dei coregoni, molto abbondanti in questo periodo, i quali, una volta spremuti dalle uova, hanno portato a una esponenziale numero degli stessi di circa cinque chili per ogni campana di vetro.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato – affermano alcuni pescatori del posto -. Un dato positivo e strepitoso che fa ben sperare in un ripopolamento di questa specie di pesce genuino e sano che andrà ad arricchire il nostro bacino. Indubbiamente una volta che tutte le uova si schiuderanno, milioni di avannotti di piccoli coregoni andranno a ingrossare la grande famiglia di questa specie prelibata, chiamata la spigola di acque dolce, in un lago incontaminato e dalle limpide acque, ingredienti naturali che rendono il prodotto ittico sicuramente il più genuino e pregiato degli altri laghi d’Italia”.

Grazie a un sistema idraulico che questo anno è stato potenziato e che sfrutta la stessa acqua del lago, l’incubatoio ittico di Marta, gestito dagli stessi pescatori, che sono i veri custodi del lago, i quali, con la loro esperienza, durante la maturazione delle uova, ne seguono costantemente la loro crescita all’interno delle campane di vetro con attenzione e impegno, i risultati nel corso degli anni hanno registrato una costante crescita.

Dati importanti e soddisfacenti che non vengono a caso ma che sono frutto di lavoro e impegno da parte dei lavoratori del lago. Un notevole aiuto, come sempre, è dato dall’amministrazione provinciale di Viterbo e dal comune di Marta, finalizzato ad arricchire quel patrimonio ittico che non è a vantaggio solo dei pescatori ma di tutta l’economia dei paesi del bacino, legata alla lavorazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto.

Un successo che si va ad aggiungere a quello degli scorsi anni e che valorizzano e rendono grande il lavoro prestato dai pescatori, tra cui Giuliano Rocchi, Andrea Garofoli, Franco Pesci ed altri che operano all’incubatoio ittico Madonna del Monte, a vantaggio del ripopolamento del lago di Bolsena. Ogni anno l’incubatoio di Marta è meta di visite didattiche da parte delle scolaresche del viterbese che si recano nella struttura posta di fronte al lago per ammirare, da vicino, le campane di vetro dove si trovano immerse le uova incubate.

Le stesse sono disposte in file ordinate con davanti le vasche piene di avannotti per permettere ai visitatori di osservare più da vicino  la crescita delle uova e anche di avere più spazio per gli addetti lavoratori nella struttura. Le prime semine degli avannotti di coregone inizieranno la prima settimana di marzo e proseguiranno per tutto il mese.

Un’appuntamento molto seguito dagli appassionati, dai pescatori, dalle scolaresche e dai bambini che vedranno milioni di avannotti grandi come la punta di un ago, una volta liberati dai contenitori, prendere il largo come una grande nuvola nera nelle limpide acque del lago di Bolsena, andando a ingrossare la numerosa schiera di coregoni, dove successivamente trascorso qualche anno e raggiunta la misura giusta verranno pescati e commercializzati. Nel contempo ricomincerà, come ogni anno, il ciclo naturale di queste semine.

Danilo Piovani


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28 febbraio, 2016

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