Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una vergognosa commedia, meglio non si può definire, quella messa in scena in sala dei Priori in questi due giorni.
I protagonisti principali, timorosi di un pubblico severo, hanno lasciato il campo a modesti comprimari, neanche molto ben calati nei nuovi panni di primattori, affidando loro le “istruzioni” su anonimi foglietti, togliendo il suggeritore e senza spiegare la parte da recitare.
Una violenza alla democrazia e alla partecipazione popolare.
Se la vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all’ideologia del “privato è bello” e se i molti conflitti aperti sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità, l’urgenza e il diritto a un altro modello sociale, la crisi costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l’ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.
Il fenomeno delle privatizzazioni dei beni pubblici in Italia e nel mondo ci insegna che queste si risolvono sempre con una fregatura per i cittadini, col peggioramento della qualità dei servizi, l’aumento dei prezzi, danni economici e sociali a breve e soprattutto a lungo termine.
Ci stanno riprovando ancora sull’acqua, un bene sempre più prezioso. Fondamentale per la vita di una comunità. Uno degli ultimi gioielli pubblici rimasti che una parte della classe politica vuole lasciar depredare dai loro amici.
Nella nostra regione non solo non sono state mai avviate procedure di ri-pubblicizzazione della gestione, ma negli ultimi mesi si è constatata un’accelerazione verso la svendita ai privati della gestione del servizio idrico. Come? Con l’accorpamento degli Ato a livello regionale, per preparare un bel pacchetto appetibile per le grandi multi utility.
Se 3,500 firme a qualcuno sembrano poche le vorremmo ricordare che ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
Luigi Telli
Segretario Prc Viterbo
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