Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Confartigianato - Il commento del presidente Stefano Signori

“Informazione ed economia affossano l’Italia”

Condividi la notizia:

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La società moderna viene anche definita “società dell’informazione”.

Il settore, infatti, riveste un ruolo fondamentale nell’elaborazione del costume sociale, nella produzione e diffusione di modelli comportamentali e degli stili di vita propri della cultura prevalente.

L’universalità e la pervasività dei media fa sì che essi siano diventati i canali di costruzione dell’opinione pubblica per quanto riguarda la diffusione dei gusti, delle propensioni e degli orientamenti sociologici più diffusi, in base a precisi interessi economici e politici.

Il conduttore di queste trasmissioni “manipolate” non predilige l’informazione ma è il regista incaricato di indirizzare il messaggio, come avviene negli Stati a democrazia formale. Oggi grazie alla rete che permette in tempo reale la circolazione di notizie e immagini, sottraendole alla valutazione sulla opportunità o meno di renderle pubbliche, il sistema è più aperto. Anche la rete ha dei limiti, come il prevalere della opinione di chi scrive sui fatti.

Sicuramente il tempo e l’evoluzione dei format permetteranno di dare spazio ad una informazione più neutra, a vantaggio della società civile in generale. La vera emergenza dell’informazione oggi è rappresentata dal fatto che, spesso, il messaggio viene fatto circolare non in funzione della ricerca della verità, ma come strumento per affermare il “pensiero unico dominante” della parte a cui appartiene la rete.

Il pericolo maggiore è oggi rappresentato da una “governance superiore” che sistematicamente crea notizie che debbono occupare tutta l’attenzione dei media per un breve periodo, delle quali poi non si parla più, ma che servono a distogliere gli utenti dai veri problemi che li toccano quotidianamente.

L’emergenza economica è frutto delle emergenze che affliggono il Paese da decenni, quindi anche di quella relativa all’informazione, ed è alimentata da una classe politica e burocratica tutta tesa ad aumentare il debito pubblico per avere a disposizione le risorse finanziarie necessarie a favorire interessi.

Il declino economico del Paese è dovuto a diversi fattori, il primo è rappresentato dalla scelta di politica economica fatta agli inizi degli anni ‘80 di rinunciare a settori strategici come il metalmeccanico, il chimico ed il tessile.

Il secondo fattore, invece, è la produzione di una normativa riguardante le imprese, mutuata dal sistema industriale anglo-tedesco, per cui in un Paese come l’Italia, con oltre tre milioni di micro imprese che occupano di media due dipendenti, negli ultimi trent’anni sono state introdotte norme e procedure identiche sia per il grande gruppo industriale che per l’artigiano che lavora con un apprendista. Il terzo fattore è la costante produzione di norme farraginose, che necessitano di continui decreti attuativi e di circolari esplicative, scritte con gergo burocratese e infarcite di richiami ad altre norme.

Normative che, sulla stessa competenza, vedono sovrapporsi il controllo di più enti che non dialogano tra loro e complicano la soluzione del caso, anche con la disponibilità dell’imprenditore a risolvere il problema. Quarto e quinto fattori scatenanti l’emergenza economica sono una riforma di natura scolastica dell’apprendistato, che di fatto sta distruggendo questo istituto; l’avere accettato passivamente che decine di migliaia di imprenditori delocalizzassero la propria impresa, perdendo milioni di posti di lavoro. Sesto e settimo, invece, un carico fiscale che la micro impresa difficilmente riesce a sopportare e un sistema bancario ricurvo su se stesso, non più in grado di sostenere le piccole imprese. Infine, l’ottavo e ultimo fattore: un sistema burocratico incapace di snellire le procedure che fanno perdere decine di giornate di lavoro al piccolo imprenditore.

Stefano Signori
Presidente Confartigianato Viterbo


Condividi la notizia:
1 marzo, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/