Rio de Janeiro – “Tornare in Italia sarà come rinascere”.
Elisabetta Lupetti torna a casa. Attrice, cantante, politica e poi modella per necessità da anni vive in Brasile con il compagno Paolo Settimelli. Nonostante la lontananza, il suo cuore è sempre rimasto legato alla sua terra natale.
Ora potrà finalmente tornare alle sue origini e, soprattutto, potrà riabbracciare la madre ultraottantenne. Grazie a un imprenditore che l’ha ingaggiata per una tournée musicale nel sud Italia e alle vendite di un calendario che l’ha immortalata senza veli.
Successo per il suo calendario. Una vera e propria rivelazione.
“Le vendite sono andate bene. Finalmente potrò tornare da mamma e al sicuro in Italia. Ma la vera rivelazione del calendario è stato il mio ‘lato b’. Grazie a questi scatti osé ho potuto dimostrare che il sedere non lo hanno solo le brasiliane. Ci tengo a sottolineare che non ho usato né ritocchi fotografici né chirurgici. Qui, invece, tutte le donne ricorrono al silicone. I loro sederi non sono veri”.
Com’è la vita in Brasile?
“In questa terra la vita costa poco, ma c’è il costante pericolo di morire in un assalto o in una sparatoria per strada nell’eterna lotta fra trafficanti di droga e polizia. Si rischia di morire anche per un’infezione o, ad esempio, di febbre dengue. Ultimamente la situazione è diventata ancora più pericolosa per colpa del virus Zika, di cui si sa ancora molto poco. Per questo, quando arriverò a Fiumicino, sarà il giorno del ‘compleanno della vita’. Una vera e propria rinascita per me e per la mia famiglia”.
Ha con sé qualche oggetto che le ricorda l’Italia?
“Un santino di santa Rosa. Sono cattolica e molto devota, prego tutti i giorni. L’immaginetta me la diede prima di partire l’ex priora del monastero di santa Rosa, suor Annunziata. E in questi quattro anni di segnali spirituali ce ne sono stati tanti”.
Ce ne racconti uno…
“Il più eclatante è stato di notte. In Italia erano, più o meno, le due e mezza. Su Facebook mi scrive il signor Fabrizio, che non avevo tra le amicizie. Mi manda una foto vestito da prete con il crocifisso di legno appoggiato sul petto e mi dà la benedizione. Mi scrive che il mio corpo è solo un involucro e che la mia spiritualità è superiore. Conversiamo sul perché vivo in Brasile e lui, senza sapere del mio rientro in Italia, mi scrive: ‘Stai tranquilla. Tornerai a casa i primi di aprile, dopo Pasqua. Non temere per i soldi, ce la farai’. Era un momento difficile. Non avevo ancora nessuna certezza, erano molto lontane e improbabili. Nessuno mi aiutava, nemmeno il consolato. Ma alla fine tutto è andato come don Fabrizio mi aveva annunciato”.
Prima ha fatto riferimento a Facebook. Quanto le è stato utile questo mezzo di comunicazione?
“Tantissimo. Mi ha permesso di non isolarmi, di rimanere in contatto con l’Italia e di non scomparire nel nulla. Internet e i social network mi hanno dato molta più notorietà ora di quando ero in importanti lavori cinematografici e televisivi, come la fiction ”I ragazzi della terza C” di Claudio Risi. Un grande successo che ancora oggi trasmettono in televisione”.
Un bilancio di questi ultimi quattro anni…
“Il Brasile è stato una specie di purgatorio. Dovevo riprendere in mano la mia vita da dove l’avevo erroneamente e stupidamente lasciata, altrimenti sarei morta dietro il bancone di un negozio a Montalto di Castro. Sono molto affezionata a questo paese, il mio adorato paese. Lì ho cresciuto le mie figlie e, anche se con difficoltà, ora sono tutti abituati alla eclettica Liza”.
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