![]() Gabriel Battistelli di Coldiretti |
Riceviamo e pubblichiamo – “Così non si può più andare avanti” è l’appello disperato di tanti agricoltori che vedono, soprattutto nelle zone precluse alla caccia, compromesso il proprio lavoro a causa della presenza, ormai non più sotto controllo, di animali selvatici.
“Coldiretti è consapevole – afferma Gabriel Battistelli, direttore della Federazione di Viterbo – che un equilibrato patrimonio faunistico rappresenta insieme al paesaggio e all’attività agricola gli elementi caratteristici del nostro territorio. Questo è vero fino a che questi tre elementi sono in equilibrio tra loro; quando questo equilibrio si rompe ecco che è tutto l’ambiente ad esserne penalizzato”.
“A volte oggi – continua – sui temi della conservazione e della gestione della fauna attraverso una attenta attività venatoria, prevale una visione ideologica animalista tesa alla protezione integrale della fauna selvatica anche quando questa cresce in modo esponenziale arrecando problemi all’agricoltura e di conseguenza alla società.
La vera problematica di oggi è l’equilibrio delle specie selvatiche: assistiamo infatti all’esplosione, complice anche un’assurda gestione, non solo di specie d’interesse venatorio quale il cinghiale ma anche di specie quali storni, cornacchie, piccioni, nutrie, per finire non ultimo al lupo, che niente hanno a che vedere con la tradizionale attività venatoria ma che tutte “mangiano” alla solita unica tavola, quella dell’azienda agricola già sufficientemente oberata da problematiche di settore e di mercato ben più gravi”.
“L’agricoltura è oggi sottoposta a continui danni – aggiunge – senza che siano garantiti i giusti indennizzi e questo deve imporre un cambiamento di passo e di atteggiamento nelle risposte ad allevatori ed imprenditori agricoli.
I danni causati non vengono quasi mai indennizzati totalmente e quando gli indennizzi arrivano, arrivano in ritardo e solitamente non coprono neanche la metà del danno economico effettivo subito dall’impresa, perché si tiene conto solo di quello diretto e non anche di quello indotto. Siamo ormai alla fine del 2011 e ancora non sono stati liquidati i danni del 2010, ci auguriamo che la Regione metta quanto prima a disposizione i fondi e che si arrivi a coprire il 100% dei danni accertati e non solo una quota parte come negli anni precedenti.
E’ importante, e plaudiamo, anche l’attivazione delle misure del Psr che prevedono contributi agli investimenti destinati alla realizzazione di strutture e manufatti in grado di garantire la corretta coesistenza tra la fauna selvatica e le attività agricole anche se, ancora una volta non si vuole capire che l’impresa agricola, che sta sul mercato, non vuole risarcimenti, non vuole contributi ma soprattutto non vuole danni”.
“L’invito che facciamo – conclude Battistelli – è che ciascuno si attivi per quanto di competenza, che la pubblica amministrazione metta in campo da subito una serie di soluzioni, dai piani straordinari di controllo per garantire la selezione, al prelievo degli animali in soprannumero, oltre all’accelerazione delle procedure di rimborso dei danni, coordinando in maniera più efficace i diversi enti che sovrintendono alla gestione del territorio. Non è più accettabile che proprio in un momento di crisi particolare si lascino sole le imprese dinanzi all’assedio dei selvatici, pregiudicandone il ruolo economico, per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente”.
Coldiretti Viterbo
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