Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Touring Club di Viterbo invita al terzo appuntamento dei “Pomeriggi Touring” di giovedì prossimo 17 marzo alle 17 nella sala assemblee di palazzo Brugiotti.
Elisabetta Gnignera, specialista di storia del costume, parla di “Vesti e Signa degli Ebrei in Italia dal 1300 al 1700”. E’ la continuazione del primo resoconto sul popolo ebraico nella Tuscia Viterbese avviato da Bonafede Mancini nel febbraio scorso che riscosse, come si ricorderà, ampi consensi e curiosità.
“La storia degli Ebrei – sostiene Gnignera – può essere efficacemente letta anche e soprattutto attraverso la evoluzione del loro abito” Interessanti le tracce di una identità abbigliamentaria originaria delineata nei testi sacri e della tradizione ebraica.
Notizie sporadiche della presenza di Ebrei a Viterbo si rintracciano fin dal XIII secolo. Nel 1272 si ha notizia dell’attività di uno scriba, mentre dodici anni più tardi fu venduta a Viterbo un’opera di Abraham ibn Ezra.
Nel 1313 il notaio Fardo di Ugolino fondò a Viterbo un’istituzione per alloggiarvi gli Ebrei convertiti con uomini e donne sistemati separatamente.
Nel Quattrocento una consistente comunità ebraica era presente in prossimità di piazza Padella dove erano situate abitazioni e scuole, mentre nella zona di S. Biagio si trovava la Sinagoga. Una delle tante fonti di acque medicamentose della città, ubicata fuori Porta Faul veniva detta il “Bagno dei Giudei”.
In seguito alla bolla Cum nimis absurdum (1555), gli Ebrei furono espulsi dalla contrada S. Biagio e segregati in un ghetto provvisto di portoni nella zona di Valle Piatta dove fu istituita una seconda Sinagoga.
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