Viterbo – Sono stati resi noti i nomi dei 100 finalisti della XXIV edizione dell’Ercole Olivario, prestigioso concorso dedicato alle eccellenze olivicole del Bel Paese, indotto dall’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in collaborazione con la camera di commercio di Perugia e il sostegno del sistema camerale nazionale, delle associazioni dei produttori olivicoli, degli enti e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell’olio di qualità italiano.
Le commissioni regionali di degustazione, costituite presso ciascun ente camerale e composte da iscritti nell’elenco di tecnici ed esperti di oli di oliva extravergini e vergini, hanno eletto gli oli – ottenuti esclusivamente da olive italiane – rappresentativi di ciascuna regione per le 2 categorie previste: oli extravergine e oli extravergine DOP E IGP.
Queste le 11 aziende del Lazio in lizza per i premi finali:
Azienda Agricola Biologica Quattrociocchi Americo
Azienda Agricola Biologica Orsini
Azienda Agricola Alfredo Cetrone
Azienda Agricola Iannotta Lucia
Frantoio Archibusacci F & C sas di Simona Archibusacci & C.
Azienda Agricola Alfredo Cetrone
Aziends Agricola Adria Misiti
Azienda Agricola Biologica Orsini
Azienda Agricola Cosmo Di Russo
Azienda Agricola Tenuta Piscoianni
Doro 83 srl
“Dopo la sfortunata campagna olearia 2014/2015 – dichiara Giorgio Mencaroni, presidente del Comitato di coordinamento del concorso – il 2016 vuole essere l’anno del riscatto per l’olio extravergine italiano di qualità. Ercole Olivario rappresenta una vetrina imprescindibile e al contempo un importante momento di confronto per tutti gli attori del comparto olivicolo, coinvolgendo istituzioni, associazioni di categoria, operatori e pubblico. Quello dell’olio è senza ombra di dubbio un settore fondamentale all’interno del panorama agroalimentare nazionale e per l’immagine del Bel Paese, che necessita ora più che mai di essere promosso e tutelato”.
“Il Concorso Ercole Olivario, che da ventiquattro anni individua le punte di diamante della qualità produttiva italiana, può essere uno strumento strategico per valorizzare anche oltreconfine il meglio del Made in Italy”.
È questo il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che ha aggiunto: “Le aziende selezionate con questo premio possono diventare, infatti, straordinari “testimonial” all’estero non solo delle nostre produzioni di eccellenza ma anche degli stessi territori da cui traggono origine”.
Proprio con il fine di promuovere le eccellenze olivicole Made in Italy, Ercole Olivario ha avviato un’attività di cooperazione con l’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – che agevolerà i rapporti economici e commerciali delle imprese italiane presso i mercati internazionali.
Gli oli selezionati concorrono alla fase finale della competizione – che si svolge in provincia di Perugia dal 13 al 19 marzo 2016 – durante la quale sono sottoposti all’esame di una Giuria Nazionale costituita da 16 degustatori, eminenti esperti del settore.
Il premio del Concorso sarà assegnato agli oli che otterranno i primi due posti nelle 2 categorie per ciascuna delle seguenti tipologie: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso.
Saranno inoltre assegnati:
– il Premio Speciale Amphora Olearia all’olio finalista che recherà la migliore confezione, secondo i parametri stabiliti dal Regolamento
– la Menzione Speciale “Olio Biologico”al prodotto, certificato a norma di legge, che otterrà il punteggio più alto tra gli oli biologici finalisti
– il Premio Lekytos, alla personalità straniera che distintasi per conoscenza delle tecniche d’assaggio
– il Premio “Il Coraggio di fare Nuove Imprese Agricole”, riservato alle aziende finaliste avviate nell’ultimo quinquennio
Per tutte le informazioni sull’edizione 2016 consultare il sito www.ercoleolivario.net.
Focus sul Lazio con dati di Unioncamere Lazio
L’olio di oliva e l’ulivo stesso hanno da sempre caratterizzato Roma e la sua storia e sono da sempre parte integrante di tutto il panorama laziale.
80.000 ettari di superficie olivetata, oltre 127.800 aziende coinvolte e 283 frantoi attivi, una produzione di circa 12.000 tonnellate di olio extravergine, sono cifre che attestano l’importanza del settore olivicolo del Lazio. Un’importanza, quella dell’olio d’oliva, che nel Lazio va ben oltre il dato meramente statistico, trattandosi di un prodotto che affonda le proprie radici nella storia e nella cultura regionale e che contribuisce non poco al sostegno dell’economia locale, anche in chiave di sviluppo del turismo enogastronomico. Già gli Etruschi apprezzavano il prodotto dell’ulivo, ma furono i Romani a diffondere la coltivazione dell’ulivo in tutto l’Impero, come anche la commercializzazione dell’olio d’oliva in tutte le sue più varie applicazioni.
Oggi come allora, sono molte le zone del Lazio vocate ad una olivicoltura di qualità, come dimostrato dalla presenza di quattro DOP. La DOP Sabina – una delle prime d’Italia – tutela gli oli ottenuti dalle varietà Frantoio, Leccino, Pendolino, Moraiolo, Rosciola, Carboncella, oltre che dalle cultivar locali Raja, Olivastrone, Olivaga e Salviana. Tuscia e Canino sono le due DOP presenti nel viterbese, dove recita un ruolo da regina la cultivar Canino. Mentre le varietà Minutella, Vallanella e Itrana sono le protagoniste della DOP Colline Pontine, nella provincia di Latina.
Tutte le province del Lazio sono oggi coinvolte nel rinnovamento della propria tradizione oleicola, cercando opportunità di sviluppo in un mercato che negli ultimi anni, al pari di quanto già avvenuto nel mondo del vino, è finalmente sensibile a valori come la qualità, la riconoscibilità e l’origine.
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