Viterbo – Aviatore adotta capretto e lo chiama Sgarbi.
L’animale, di due settimane, è stato adottato dal viterbese Giovanni Rossi, aviatore in pensione, dandogli un nome difficile da dimenticare: Sgarbi.
A raccontare la storia è lo stesso Rossi ai microfoni di Radio Cusano Campus, spiegando il perché di quel nome: “Il critico d’arte dice capra a tutti, ora che questo capretto lo tratto praticamente come un umano mi è venuto spontaneo chiamarlo così”.
L’uomo ha salvato il capretto da morte certa: “Sgarbi due settimane fa è stato partorito dalla madre – continua il racconto di Rossi – ma la sua mamma lo ha abbandonato.
Non si capisce perché, la madre ha partorito due capretti. Uno lo ha accettato, l’altro, Sgarbi, lo cacciava via, lo prendeva per le orecchie e lo buttava via.
Abbiamo provato anche ad attaccarglielo al seno ma niente, non ne voleva sapere.
Ho trovato Sgarbi che non si reggeva neanche in piedi, mezzo morto, perché ho portato la potatura delle olive ad un amico che ha le capre.
Stava morendo, piano piano con la siringa per le punture ho iniziato a dargli il latte, all’inizio ogni due ore, poi un po’ meno, ora lo prende con il biberon cinque volte al giorno. Sgarbi a casa l’hanno accolto benissimo. Anche il mio cane, Turbo, un trovatello di sette anni, ci ha già fatto amicizia”.
Il capretto non è destinato a finire in pentola: “E’ di famiglia adesso, ormai mi sono troppo affezionato. Il mio capretto Sgarbi morirà di vecchiaia”.
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