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Ambiente - Quattrocentoventidue pagine per raccontare le foreste vetuste di dodici stati europei

Monti Cimini e Monte Raschio nel dossier per l’Unesco

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Il dossier presentato all'Unesco per la candidature delle foreste

Il dossier presentato all’Unesco per la candidature delle foreste

Foreste vetuste -  Una delle mappe presenti nel dossier

Foreste vetuste – Una delle mappe presenti nel dossier

Viterbo – (m.l.r.) – Quattrocentoventidue pagine per raccontare le foreste vetuste di undici stati europei.

Parole, immagini, numeri, cartine e statistiche per dimostrare quanto sia importante il patrimonio delle foreste vetuste in Europa.

Nell’immenso patrimonio di foreste entrano a pieno titolo anche i Monti Cimini e il Monte Raschio entrambi nella Tuscia.

Il dossier, presentato prima a Parigi e poi agli ambasciatori dell’Unesco, riunisce 67 siti europei candidati all’ambito riconoscimento. Tutti concordi nel voler intraprende ufficialmente e il processo di realizzazione della rete europea delle foreste vetuste di faggio come patrimonio naturale dell’umanità “Beech Forests – Joint Heritage of Europe”.

Gli stati europei presenti nel dossier sono Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna, Ucraina, Germania. In totale il lavoro di presentazione è stato realizzato da oltre cento autori a livello europeo. Per l’Italia a lavorare attivamente per il riconoscimento i docenti e ricercatori del dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia Alfredo Di Filippo, Goffredo Filibeck, Sergio Madonna, Gianluca Piovesan, Riccardo Primi, Bartolomeo Schirone, Anna Scoppola, Marzio Zapparoli. Per i siti italiani hanno realizzato parte del dossier anche Carmelo Gentile e Cinzia Sulli.

L’Italia partecipa con 10 siti per una superficie di 2.127 ettari con le caratteristiche di eccezionale valore universale.

“Le faggete europee sono un patrimonio naturale unico e un fenomeno puramente europeo – si legge nel dossier – La nomina all’Unesco è un traguardo importante in quanto riflette i pluridecennali sforzi intrapresi in tutta Europa per proteggere e preservare queste foreste eccezionali”.

Ora bisogna solo attendere il responso dell’Unesco.

 

 

 

 

 

 


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31 marzo, 2016

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