Tarquinia – Tutti in piedi, passa il Cristo che corre.
Dopo l’angoscia della morte, la felicità e il mistero della resurrezione.
Tarquinia in festa, per uno degli avvenimenti più suggestivi della Tuscia (video – fotocronaca – slide).
E’ sfilata la processione del Cristo risorto, evento emozionante e spettacolare che come ogni anno celebra il trionfo della resurrezione.
Prima della partenza, la firma del gemellaggio tra l’associazione Fratelli del Cristo risorto e il Sodalizio dei Faccchini di Santa Rosa di Viterbo.
“Uniamo le due processioni più belle della Tuscia – ha spiegato il sindaco Mauro Mazzola – e lo facciamo dopo una lunga amicizia tra le due associazioni. Tanti auguri di buona Pasqua a tutti i presenti”.
Dopo le parole del sindaco e il saluto di Massimo Mecarini (presidente del Sodalizio), quelle del vescovo di Civitavecchia e Tarquinia Luigi Marrucci.
“E’ sempre un piacere partecipare a un evento così importante – ha raccontato il vescovo – che riscuote sempre grande successo. Ospitiamo con piacere padre Abel, in rappresentanza della chiesa Ortodossa. Il tempo stringe, quindi auguri e sotto con il trasporto!“.
Alle 18 in punto la statua del Salvatore ha lasciato la chiesa di San Giuseppe per attraversare le vie della città.
Non poteva mancare, come da tradizione, il saluto sotto l’ospedale per dare forza agli ammalati.
Quindi la discesa lungo via XX settembre e la sosta a piazza Cavour, dove il convoglio ha dato il via al momento clou.
Due ali di folla tra corso Vittorio Emanuele e piazza Giacomo Matteotti.
Un fiume di persone, tutte in attesa.
Ad aprire la processione il gruppo degli sparatori, che armati di doppietta hanno tagliato in due il pubblico.
Nessun proiettile nelle canne, ma coriandoli di festa, sparati in aria per richiamare l’attenzione.
Guadagnato lo spazio necessario, largo ai portatori dei tronchi.
Momento delicato, reso ancor più difficile dall’arrivo in salita.
Sudore e sacrificio, impegno e concentrazione, per uno dei momenti più toccanti dell’intera cerimonia.
Dopo lo stendardo e i lampioni, che simboleggiano la luce che circonda il redentore, spazio alla Statua del Cristo risorto.
Il trasporto fiero dei portatori, gli applausi del pubblico in festa, l’arrivo sotto il comune, il Cristo che lentamente si volta.
Lo sguardo verso le campagne, quei territori che sono il fulcro della comunità tarquiniese.
Poi il saluto verso il mare, altrettanto importante per una terra che guarda al futuro.
Ancora applausi, il Cristo che si gira e torna nella sua dimora, i saluti e la commozione.
Il tutto, accompagnato dal ritmo dalla banda musicale Giacomo Setaccioli.
Festa grande a Tarquinia. Tra fede e folclore, in un una tradizione che non passa mai di moda.
Samuele Sansonetti
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