Viterbo – (g.f.) – Acqua pubblica, il referendum è saltato, almeno il consiglio comunale prenda posizione sulla gestione. Come avrebbero voluto i rappresentanti del comitato che si è battuto per indire la consultazione.
E’ in programma per il 7 aprile la seduta di consiglio interamente dedicata al quesito referendario.
Viterbo 2020 proporrà un ordine del giorno ispirato proprio al referendum. Obiettivo, confermare il carattere pubblico della gestione dell’acqua.
Dalla gestione a Talete il passo sarà breve. Inevitabilmente la discussione punterà anche sulla società idrica, attualmente in cerca di partner privati o misto pubblico/privati.
“Dopo che sindaco e maggioranza si sono divertiti a giocare a nascondino con la volontà popolare – dice Chiara Frontini (Viterbo 2020) – impedendo con mezzucci di basso cabotaggio il referendum sulla gestione pubblica dell’acqua, con il consiglio comunale straordinario li obbligheremo a gettare la maschera.
Offriremo a Michelini l’occasione di dire ai viterbesi che se ne frega di quello che pensano e che il destino del servizio idrico è la privatizzazione, magari chiamandola con il suo vero nome (Acea, alias Caltagirone e multinazionali), dato che in occasione dell’ultima commissione su Talete sembrava in brodo di giuggiole per l’emendamento Pd alla Camera che abolisce l’obbligo dell’esclusiva priorità pubblica della gestione”.
Il tema è di quelli che scottano.
“Se il sindaco – continua Frontini – si è dimenticato che i sì al referendum del 2011 sull’acqua pubblica a Viterbo superarono la media nazionale e che appena pochi mesi fa molti di loro sono tornati a firmare nuovamente per sostenere un referendum comunale per ribadire la scelta di gestione pubblica dell’acqua, noi glielo ricorderemo”.
Il consiglio straordinario per Frontini sarà una sorta d’operazione verità: “Permetterà d’inchiodare il Pd alle sue responsabilità. Si vedrà una volta per tutte chi è a favore e chi contrario all’acqua pubblica”.
Una seduta, d’intesa con le altre forze di minoranza. “Ringrazio tutti i gruppi d’opposizione che hanno sostenuto la possibilità di discutere questo tema, anche se molti di loro non escludono la gestione privata o addirittura la preferiscono: è stata una bella dimostrazione di democrazia”.
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