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Politica - Il Meet up Fabrica di Roma elenca le possibili opportunità per riqualificare il territorio

“Cultura e archeologia, una grande opportunità economica”

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Il busto di Arianna

Il busto di Arianna

Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Viste le ricchezze archeologiche di cui dispone il territorio di Fabrica di Roma, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di valorizzazione e tutela di questo nostro importante patrimonio storico e culturale, che culminera’ nella tanto agognata acquisizione dell’antica citta’ di Falerii Novi.

Per questo da oltre un anno abbiamo dato il via ad un’indagine mirata sul territorio che ha portato alla individuazione di alcune tombe da riscoprire e recuperare , tra cui la necropoli falisca in loc. Vallecchia – oggetto di un rilevante progetto di recupero, praticamente gia’ completato – ferma restando la determinata volonta’ di questa amministrazione di acquisire l’intero sito di Falerii per renderlo un polo archeologico di interesse internazionale.

Un progetto ambizioso ma di grande importanza, non solo per il suo valore storico e culturale, ma anche per le positive ricadute che sicuramente avra’ per il territorio in termini economici e occupazionali.

La crisi economica esplosa in Italia negli ultimi anni ha portato al risultato che la vita di tante persone sia stata stravolta. Lo vediamo a Fabrica: padri di famiglia che hanno perso il lavoro, giovani alla vana ricerca di una prima occupazione, pensionati che sono diventati l’unica fonte di sostentamento economico di figli e nipoti.

Ci sarà mai una ripresa economica? Non lo sappiamo! Una cosa, però, è certa: dobbiamo continuare a guardare al futuro con fiducia, magari ripensando le regole della nostra economia locale. E’ questo che l’amministrazione sta cercando di fare da tempo. Le ceramiche non garantiscono più lo stipendio a molte famiglie? E noi cerchiamo di sviluppare nuovi posti di lavoro anche sfruttando le potenzialità del patrimonio artistico ed archeologico che abbiamo. Certo, la strada è lunga ma far conoscere Fabrica con i suoi tesori vuol dire attirare turisti e il turismo è un’industria in continua crescita, una fonte inesauribile di ricchezza e occupazione. Da tempo l’Amministrazione sta lavorando……

L’analisi della situazione economica/produttiva del nostro territorio e le proposte che ne susseguono in Termini di Valorizzazione dei siti Archeologici che leggiamo sugli editti manifesti Il sindaco informa, non può che renderci felici.

Essa è tra l’altro il riassunto puntuale di molti colloqui avuti con il sindaco di Fabrica in questo ultimo anno sul tema, spero non lo smentisca.

Da decenni ormai le amministrazioni locali di molte regioni hanno investito sulla cultura e il recupero di quei beni che sono ormai divenuti una inesauribile fonte di ricchezza (economica e culturale). Ma anche se il ritardo ventennale ha penalizzato e penalizza i redditi degli abitanti Fabrichesi il meglio tardi che mai ci fa comunque ben sperare.

10 anni fa’ per esempio è stata redatta (da Alba Montori) una mappa-mini guida di Fabrica di Roma in cui sono riportate notizie morfologiche- storiche-geografiche dettagliate e accessibili, un chiaro esempio di lungimiranza politica volta a sollecitare una sensibilità di recupero e valorizzazione che andava colta e promossa.

La sensazione è che tutta questa “propositività culturale” esternata a pochissimi mesi dall’elezioni possa essere appunto solo una mera promozione elettorale finalizzata al rastrellamento dei consensi.

Se andiamo a sfogliare i bilanci comunali degli ultimi 20 anni non troviamo nessun investimento a favore del patrimonio archeologico la “cultura” è più protesa verso la “sagra” o eventi culturali nazionalpopolari, solo nella Triennale di Spesa presentata nel 2015 troviamo un investimento degno di attenzione 1 milione di euro. Indubbiamente una considerevole cifra se la confrontiamo al nulla degli anni scorsi.

Ci preme sottolineare che il modus operandi che si vuole utilizzare ci sembra escluda la partecipazione attiva dal basso fin dai primi provvedimenti “operativi”.

E cioè la promozione di eventi sui siti archeologici di carattere ambientale, folcloristico e culturale quasi sempre generate dalla volonta’ di gruppi di cittadini sensibili al fascino che le vestigia regalano, in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad almeno tre eventi che hanno suscitato un notevole interesse mediatico a livello locale e nazionale.

Finanziare questi eventi, promuoverli con l’apertura di spazi formativi ed informativi, (L’info point andrebbe aperto a Faleri) dove far maturare la consapevolezza sulla grossa opportunita’ economica e l’educazione alla tutela ambientale.

Questa potrebbe essere la via maestra che da subito promuove il sapere coinvolgendo i giovani, e che da sola poi produrrà una capacità di autofinanziamento da spendere, evitando così il ricorso a nuovi debiti, nel processo di valorizzazione dei tantissimi siti che il nostro territorio possiede organizzando corsi formativi e laboratori artigianali che facciano conoscere le modalità di lavorazione delle terre replicando i reperti portati alla luce, busto di Arianna, vasi, mura.

Riqualificazione dell’ufficio cultura con lo spostamento del target alla valorizzazione del patrimonio culturale/archeologico.

Programmi didattici mirati nelle scuole ad iniziare dalla materna.

Disboscamento, raccolta rifiuti, la pulizia dei sentieri, pubblicazione mappe con punti di ristoro e pernottamento, azioni cioè che possano coinvolgere da subito decine di cittadini, manutenzione/costruzione dei sistemi depurativi che ridiano ai corsi d’acqua un minimo di decenza e non ultimo il coinvolgimento delle Propietà (dove presenti) in un processo sinergico e intelligente che abbia come scopo il bene Comune, tracciando un percorso di riscatto serio incardinato in un contesto a medio/lungo termine.

Una politica sulla viabilità che promuova la riapertura del tratto ferroviario Orte – Civitavecchia da noi richiesto con istanza protocollata il 20 01 2016, n° protocollo 750.

Civitavecchia è il piu’ importante porto turistico del versante tirrenico dove sbarcano centinaia di migliaia di turisti ogni anno, aprire un passaggio turistico che li accompagni sui nostri territori è strategico, impegnarsi in questo senso sarebbe propedeutico al progetto di Valorizzazione del patrimonio archeologico.

Non ultima la questione del cavalcavia/complanare che coinvolge pesantemente la frazione di Faleri, uno sperpero di danaro pubblico, un mostro urbanistico da evitare a tutti i costi che deturperebbe la bellezza di quella frazione riproponendo invece un passaggio a livello magari con le insegne Falisce e il “Custode in costume storico” che lo farà funzionare.

Questo secondo noi potrebbe essere il modo giusto per iniziare ad investire sul Patrimonio artistico ed 1 milione di euro potrebbero essere sufficienti, evitando per quanto possibile di immetterli in quei contesti burocratici degli “apparati” che tanto costano e che tanto poco producono.

Giuliano Desideri
Meet up Fabrica di Roma Beppe Grillo

 


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29 marzo, 2016

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