Vasanello – Riceviamo e pubblichiamo – Fino a qualche decennio fa – metà degli anni 80, diciamo – la situazione era abbastanza semplice.
Uno schema tolemaico metteva al centro l’uomo che, come affermava autorevolmente la pubblicità, non doveva chiedere. Mai. E perciò era l’epicentro da cui articolare una gerarchia condivisa che regolava i rapporti sociali e i rapporti di genere.
Tuttavia, proprio in quel periodo, grazie alla spinta del pensiero femminista più avvertito, del pensiero della differenza, del decostruzionismo francese e della biopolitica, nascevano, soprattutto nel mondo anglosassone, gli studi di genere – gender studies – come tentativo di analizzare e comprendere le implicazioni sociali e culturali della sessualità e dell’identità di genere.
Un lavoro a cui hanno partecipato diverse discipline dalla psicologia all’antropologia, passando per filosofia, sociologia, biologia e medicina, comprese le tecniche di intervento chirurgico e farmacologico.
E da allora il mondo non è stato più lo stesso. Una sensibilità nuova e una diversa consapevolezza hanno cominciato ad affermare le loro ragioni, gradualmente e non senza contrasti, polemiche e ostacoli. Di pari passo è cresciuta la richiesta per il riconoscimento dei diritti civili a soggettività che fino a quel momento erano rimaste relegate in un ruolo di marginalità, spesso discriminate e del tutto assenti dal dibattito politico e civile.
Una idea, e una pratica nuova di famiglia, con relative problematiche legate all’adozione e alla composizione non socialmente riconosciuta e spesso neanche accettata, ha finito per porre problemi etici e giuridici nuovi.
Un’onda lunga, insomma, che non ha ancora finito di produrre i suoi effetti. Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare in termini sia di elaborazione culturale che di riconoscimento di diritti e pari opportunità. Soprattutto in Italia dove dopo le controverse vicende della legge sulle unioni civili, la legge Cirinnà, il dibattito resta aperto e la strada da percorrere sembra ancora lunga e in salita.
Di tutto questo e di altro ancora si parlerà sabato 2 aprile, alle 18,30 presso la Casa del popolo di Vasanello, in un incontro dal titolo: “Gender, omogenitorialità e Unioni civili” organizzato dal circolo culturale la Poderosa.
Ospiti della serata saranno l’avvocato Ilaria Di Punzio, la psicologa-sessuologa Grazia Bandiera, la giornalista Emanuela Dei e Paolo Vanacore autore di “Mi batte forte il cuore”.
Un libro per ragazzi che racconta la storia di Marco, adolescente con due papà, e della sua amica Virginia. Una fiaba sulla libertà e il rispetto reciproco, un apologo che ci riconsegna le relazioni tra persone libere da complessi, falsi moralismi e condizionamenti sociali e culturali.
Vincenzo Libriani – La Poderosa
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