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Viterbo - Comune - Acqua pubblica - Il comitato Non ce la beviamo replica al primo cittadino Leonardo Michelini

“Caro sindaco, il demagogo è lei”

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Il comitato Non ce la beviamo

Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo - Comune - Il consiglio sull'acqua pubblica

Viterbo – Comune – Il consiglio sull’acqua pubblica

Viterbo - Consiglio comunale sull'acqua pubblica - Il pubblico volta le spalle

Viterbo – Consiglio comunale sull’acqua pubblica – Il pubblico volta le spalle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera del comitato Non ce la beviamo al sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini – Caro Sindaco e cari consiglieri, ci avete allontanato dalla sala del consiglio, dalla nostra sala, dalla sala dei cittadini e della democrazia, avete chiamato le forze dell’ordine e ci avete chiuso la porta fisicamente e politicamente, arroccandovi a eseguire un ordine imposto dall’alto.

Un ordine contrario al volere della cittadinanza che non avete avuto coraggio di discutere in consiglio, troppa vergogna ammettere di aver consegnato un bene pubblico al profitto e alla speculazione.

Quei quattro “cialtroni” che avete cacciato vi hanno costretto però a prendere posizione. Con il voto del 7 aprile è caduto quel velo di ipocrisia con cui avete sempre gestito la questione dell’acqua.

E lei, caro sindaco, forse infastidito da quei quattro “cialtroni” che hanno fatto troppa caciara, continua a insultare chi rivendica un referendum calpestato, offeso, oltraggiato e disprezzato dalla classe politica che lei rappresenta in questa città, etichettandolo come “demagogia”.

Demagogia è promettere senza mantenere, demagogia è non rispettare gli impegni presi, demagogia è incoerenza, è falsa informazione, è lo strumento attraverso il quale a volte si arriva a sedere su certe poltrone. Giudichi lei a chi si adatta meglio questo termine.

Notiamo ancora una grande difficoltà di tutto il consiglio a pronunciare la scelta fatta. Non abbiate vergogna, assumetevi almeno questa responsabilità, si chiama privatizzazione.

La stessa privatizzazione che stanno subendo i cittadini di Roma e provincia con bollette da capogiro, la stessa privatizzazione che stanno combattendo i cittadini di Frosinone che hanno messo in atto un forte dissenso per tornare indietro e dove lo stesso Sindaco afferma: il gestore idrico “non ripara le continue perdite idriche e fa ripristini non a regola d’arte causando danni alle strade cittadine mettendo in pericolo l’incolumità dei frusinati”.

Proprio lei, sindaco, ha richiamato nel suo articolo il problema delle perdite nel sistema della distribuzione e dei costi nelle bollette. Ci auspichiamo che ora, nella piena convinzione della sua scelta, e in qualità di socio di maggioranza di società commerciale di diritto privato, Talete Spa, ci dimostrerà come sarà possibile risolverli. Cari auguri.

Comitato Non ce la beviamo


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10 aprile, 2016

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