Viterbo – (g.f.) – Impianto trattamenti fanghi in località Madonnella a Montefiascone, anche la Asl dice no. Arriva il parere negativo. E pure il consiglio provinciale è contro.
Approvata all’unanimità delibera in cui si esprime parere contrario alla realizzazione del progetto sul colle falisco.
Ad annunciare il no della Asl, il consigliere provinciale Pd e sindaco di Montefiascone Luciano Cimarello, stamani durante il consiglio provinciale. Un primo parere da parte dell’azienda sanitaria era stato positivo.
“La Asl il 4 aprile – anticipa Cimarello – ha rivisto completamente il proprio parere, dandone uno negativo per la realizzazione del progetto. Ritirando il precedente che era positivo, motivandolo col fatto che questo tipo d’attività vadano realizzate in zone isolate in campagna e lontane dal centro storico”.
Da qui la richiesta da parte di Cimarello, di mettere la parola fine a tutta la vicenda.
“Esistono le condizioni per avviare verso la ditta, la procedura d’archiviazione pratica. Gia aperta il primo marzo quando la Asl si era espressa in modo favorevole. Oggi la ribadiamo con maggiore forza”.
Pure il presidente della provincia Mauro Mazzola ribadisce la sua contrarietà all’impianto, ma spiega come si debba andare a una regolamentazione generale.
“Non dobbiamo lavorare ogni volta secondo la spinta di un comitato o di un sindaco – spiega Mazzola – ma dobbiamo deliberare un indirizzo generale in cui si stabilisce che certi impianti non devono esserci. Magari non eccessivamente restrittiva, dando direttive generali. Su cosa si può fare e cosa no”.
Alla seduta di consiglio, pure alcuni rappresentanti del comitato che si oppone all’impianto a Montefiascone.
“Abbiamo raccolto – spiega il presidente Alessandro Scoponi – più di quattromila firme contro. C’è chi non ha firmato perché non a conoscenza del progetto. Qualcuno pensava che fossero i fanghi del Bagnaccio. Anche noi ribadiamo l’appello per archiviare la domanda. Tra l’altro, sui siti di regione e provincia, non ho trovato regolamenti per questo tipo d’impianto”.
Cimarello ripercorre le tappe dell’impianto in località Madonella. “E’ stata presentata richiesta in provincia. Il primo marzo la conferenza dei servizi ha subito espresso parere negativo”.
Per il sindaco di Montefiascone ci sono le ragioni, oltre a quella della Asl, affinché i fanghi si allontanino dal colle falisco. “Il capannone dove dovrebbe sorgere è industriale e artigianale, ma l’area intorno è agricola. Serve una variante urbanistica. Anche per il piano acustico, l’impianto sorge in una zona in classe tre. Impianti industriali sono espressamente vietati”.
C’è poi la vicinanza delle abitazioni. “Alla Madonnella – continua Cimarello – ci vivono circa mille abitanti, molti confinano con l’impianto stesso. Le case sono attaccate all’area.
Non serve molto per verificarlo, basta dare un’occhiata a Google Maps. Oltretutto c’è stata una riperimetrazione del centro storico, che ha rivisto l’area, ampliandola”.
Condividono la linea di Cimarello i consiglieri provinciali, anche Alberto Cataldi dall’opposizione, mentre dal Pd Mario Quintarelli si è messo a disposizione per qualsiasi iniziativa di tutela del territorio.
Vicinanza ai cittadini anche da Maurizio Tofani (Moderati e Riformisti). “Se c’è una richiesta – dice Tofani – da parte dell’azienda, deve esserci stata una carenza dalla parte politica. I fanghi ci sono e vanno smaltiti e nessuno li vuole sul proprio territorio.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY